L’Italia, insieme a numerosi partner europei e altri Paesi, ha espresso una ferma condanna nei confronti dell’approvazione da parte di Israele di nuovi insediamenti in Cisgiordania. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha definito la decisione “inaccettabile” e contraria al diritto internazionale, sostenendo che rischia di compromettere in modo irreversibile la soluzione dei due Stati. Tajani ha invitato Gerusalemme a collaborare con l’Autorità Palestinese per favorire la stabilità regionale e il dialogo politico .
Contesto internazionale e reazioni correlate
- Dichiarazioni congiunte: La condanna non si limita all’Italia. Già in passato, gruppi di Stati europei – tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia – avevano chiesto lo stop immediato della costruzione di nuovi insediamenti, denunciando il loro impatto negativo sulla pace .
- Reazione europea e globale: Anche Paesi come Svizzera, Norvegia, Finlandia, e Giappone si sono uniti al coro di dissenso contro l’approvazione di 22 nuovi insediamenti da parte di Israele, definiti “illegalità flagrante” in violazione del diritto internazionale, inclusa la Quarta Convenzione di Ginevra .
- Condanna del mondo arabo: Giordania, Qatar ed Egitto hanno bocciato il progetto come violazione dei diritti palestinesi e del diritto internazionale, avvertendo che tali mosse alimentano ulteriormente la tensione in una regione già segnata da instabilità .
- Organismi internazionali: Il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha definito l’espansione degli insediamenti una minaccia alla continuità territoriale della Palestina occupata, appellandosi al rispetto di norme e risoluzioni internazionali, incluso il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024 .
Implicazioni e significato politico
L’espansione degli insediamenti israeliani è considerata una delle principali barriere alla pace israelo-palestinese. Essa frantuma fisicamente la Cisgiordania, isolando Gerusalemme Est dal resto del territorio e rendendo la creazione di uno Stato palestinese territorialmente contiguo sempre più impraticabile. Di conseguenza, la comunità internazionale – con l’Italia in prima linea – insiste sulla cessazione immediata di queste politiche unilaterali ed esorta al ritorno ai negoziati diretti
