Omicidi a Villa Pamphili, medico legale: anche Anastasia Trofimova potrebbe essere stata strangolata

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Proseguono le indagini sul duplice omicidio di Villa Pamphili, dove il 7 giugno furono ritrovati i corpi di Anastasia Trofimova, 29 anni originaria di Omsk (Siberia), e della sua bambina di 11 mesi, Andromeda. In attesa degli esami istologici, il medico legale ha formulato nuovi dubbi anche sulla causa della morte di Anastasia: essendo presenti segni sul collo, non si esclude che possa essere stata strangolata. 

I primi esiti delle autopsie

  • Andromeda, la bimba, dai primi esami risultava probabilmente strangolata. Il corpo era stato trovato vicino a una siepe nel parco e segni evidenti hanno confermato l’ipotesi di omicidio con violenza fisica. 
  • Anastasia, inizialmente priva di segni esteriori evidenti, presenta però striature sul collo e graffi sul volto, probabilmente post mortem. Sono emerse anche ipotesi di trascinamento lungo i sentieri del parco, indicando che la giovane sarebbe stata abbandonata in condizioni di grave degrado. 

Nuovi accertamenti in corso

La Procura ha disposto un secondo esame autoptico sull’intero corpo di Anastasia per chiarire definitivamente la causa del decesso. Questa nuova analisi è fondamentale in quanto i primi esami non sono sufficienti a dimostrare senza ombra di dubbio che si tratti di omicidio per strangolamento. 

L’indagato e la situazione giudiziaria

Il principale sospettato, Francis Kaufmann, 46enne americano, arrestato in Grecia e attualmente detenuto a Rebibbia, ha scelto il silenzio durante l’interrogatorio di garanzia. Nei prossimi giorni sarà interrogato nuovamente, mentre le autorità attendono i risultati dei test istologici. 

Prossimi sviluppi

  • Riuscire a confermare la dinamica del duplice omicidio – se effettivamente si è trattato di soffocamento o strangolamento – rappresenta un passaggio cruciale per la prosecuzione delle indagini.
  • La presenza di segnali indiziari sia sul corpo della madre che su quello della figlia rafforza l’ipotesi di una violenza prolungata e deliberata da parte di una persona a loro vicina.