Omicidio di Alessandro Venier, ucciso dalla madre e dalla compagna prima di partire per la Colombia

Condividi

Doveva partire il 26 luglio per la Colombia insieme alla compagna Maylin Castro Consalvo e alla figlioletta nata lo scorso gennaio. Aveva chiesto alla madre, Lorena Venier, di accompagnarli in aeroporto. Alessandro Venier, 36 anni, aveva già avviato una piccola attività di ristorazione nel Paese sudamericano e acquistato un terreno per iniziare una nuova vita. Ma quella partenza non è mai avvenuta: Alessandro è stato ucciso la sera prima, il 25 luglio, proprio dalle due donne più vicine a lui.

Secondo quanto emerso dagli interrogatori, né la madre né la compagna condividevano il progetto del trasferimento. Maylin non voleva lasciare l’Italia e tornare in Colombia, mentre per Lorena sarebbe stato insopportabile il distacco dalla nipotina e dalla nuora, che lei stessa ha definito «la figlia che non ho avuto». Da questo clima di tensione familiare, fatto di conflitti latenti e probabilmente di violenze, sarebbe maturata la decisione di commettere un omicidio ritenuto da loro “inevitabile”.

Le due donne avrebbero premeditato il delitto, uccidendo Alessandro, facendolo a pezzi e occultando il corpo in un bidone cosparso di calce viva. Lorena Venier ha ammesso l’omicidio durante l’interrogatorio, definendolo «una cosa mostruosa». Il suo legale, Giovanni De Nardo, ha dichiarato che la donna è apparsa lucida ma profondamente scossa per la crudeltà del gesto.

Il movente sembra essere legato alla difficile situazione psicologica vissuta da Maylin Castro Consalvo, che dopo il parto avrebbe sviluppato una sindrome post partum. È attualmente seguita dal Sert e sarà interrogata dal magistrato per verificare la sua versione dei fatti e confrontarla con quella della suocera. La procura contesta a entrambe la premeditazione.

L’autopsia sul corpo della vittima, prevista nei prossimi giorni, sarà determinante per chiarire ulteriori dettagli: gli investigatori vogliono capire se Alessandro sia stato stordito con farmaci prima di essere soffocato con un cordino, come ipotizzato. Nel frattempo, gli inquirenti stanno approfondendo anche il passato della vittima: figlio di un uomo egiziano che non lo ha mai riconosciuto, Alessandro aveva una personalità controversa. Era noto per comportamenti esibizionistici, atteggiamenti violenti verso gli animali, l’interesse per armi ed esplosivi e alcuni precedenti con la giustizia. Frequenti e improvvisi scoppi d’ira avrebbero segnato anche il contesto familiare in cui viveva.

L’omicidio di Alessandro Venier resta una vicenda tragica, dai contorni oscuri, e al centro di una complessa indagine giudiziaria che dovrà stabilire le responsabilità e le dinamiche di un gesto definito abominevole dallo stesso avvocato della madre.