Dopo l’ultimo scontro tra magistratura e politica, arriva un messaggio chiaro dall’Associazione Nazionale Magistrati: servono dialogo e rispetto, ma soprattutto il governo deve saper accettare le critiche. A lanciare l’appello è il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, che prende posizione a difesa del procuratore generale della Corte di Cassazione, Raffaele Piccirillo, finito al centro delle polemiche dopo aver espresso osservazioni sul caso Almasri, criticate dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Parodi ha sottolineato che Piccirillo non ha espresso giudizi di valore, ma articolato una serie di osservazioni tecniche e puntuali, che fanno parte del normale processo di confronto istituzionale. Il presidente dell’Anm ha anche ribadito la legittimità del ricorso presentato dalla Procura di Palermo contro l’assoluzione dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini, evidenziando che l’impugnazione è un diritto sancito dalla Costituzione.
In difesa di Piccirillo si sono schierati anche numerosi consiglieri togati del Consiglio Superiore della Magistratura, che hanno formalizzato la richiesta di apertura urgente di una pratica a tutela. Un appello alla moderazione arriva anche dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, che nell’anniversario della strage di via D’Amelio ha invocato la sostituzione di “invettiva e contrapposizione” con “dialogo e responsabilità condivisa”. Per Melillo, la legittimità della discussione sull’equilibrio tra i poteri è indiscutibile, ma questa deve avvenire in un clima di fiducia reciproca, pena il deterioramento del tessuto istituzionale.
Sul fronte politico, il ministro Nordio ha annunciato possibili riforme che limiterebbero l’appellabilità delle assoluzioni piene ottenute in primo grado, ma eventuali interventi arriveranno solo dopo il 22 luglio, data del voto in Senato sulla separazione delle carriere. Al momento, secondo fonti ministeriali, non sono in discussione atti concreti.
Il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto ha commentato con toni critici, parlando di “nervosismo nella magistratura” e giudicando alcune reazioni come eccessivamente polemiche e agonistiche. Intanto, l’Unione delle Camere Penali Italiane ha messo in guardia dal rischio che questo clima teso possa danneggiare i cittadini, vittime di un sistema giudiziario logorato da conflitti tra poteri dello Stato.
