Per la prima volta dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza, l’Idf (Israel Defense Forces) ha fatto ingresso nella città di Deir al-Balah, situata nel centro dell’enclave palestinese. L’incursione rappresenta un’espansione significativa delle operazioni militari israeliane, che finora non avevano mai coinvolto questa zona in maniera diretta. Alle prime ore del giorno, l’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione dell’area in previsione dell’avanzata terrestre.
Deir al-Balah, rimasta fino ad oggi fuori dalle principali operazioni di terra, è diventata nel corso degli ultimi diciotto mesi un rifugio per migliaia di sfollati interni e la sede di diverse organizzazioni umanitarie internazionali. La sua relativa stabilità l’aveva resa uno degli ultimi centri “sicuri” per la popolazione civile in fuga dai combattimenti.
In una dichiarazione pubblicata sulla piattaforma X, il portavoce delle forze armate israeliane, Avichay Adraee, ha spiegato che “l’esercito continua ad agire con forza per distruggere le capacità nemiche e le infrastrutture terroristiche nell’area, espandendo al contempo le sue attività qui, per operare in un’area in cui non ha mai operato prima”.
L’operazione a Deir al-Balah segna un ulteriore intensificarsi del conflitto e rischia di aggravare la crisi umanitaria in atto nella Striscia di Gaza, dove la popolazione civile continua a vivere in condizioni estremamente difficili, tra bombardamenti, carenze di beni essenziali e sfollamenti di massa.
