Otto mesi di silenzio dal governo sulla detenzione di Alberto Trentini in Venezuela
“Oggi sono otto mesi esatti che mio figlio Alberto è in prigione, ma tutto tace – e tace anche la nostra presidente del Consiglio.” Lo denuncia con voce accorata Armanda Trentini, la madre del cooperante italiano arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024, mentre parlava davanti al tribunale di Roma, dove oggi si tiene un’udienza relativa al processo per l’omicidio di Giulio Regeni .
L’appello della madre
“Questo silenzio per me e la mia famiglia è insostenibile, il nostro Governo deve attivarsi come ha fatto quello svizzero con il compagno di prigionia di mio figlio, recentemente liberato, che ha raccontato le terribili condizioni in cui si trova ancora Alberto” – prosegue la madre .
Roberto Don Ciotti, fondatore di Libera, e la segretaria del Pd Elly Schlein hanno partecipato al sit‑in, definendo “un silenzio assordante” la mancata reazione italiana e sollecitando un intervento immediato del governo.
Le condizioni e il contesto
Il compagno di detenzione svizzero di Trentini, liberato di recente, ha rivelato di aver visto “condizioni disumane” nel carcere venezuelano, denunciando gravissime sofferenze . Il dipartimento di Stato della Svizzera sembra aver svolto un’immediata azione diplomatica per assicurare la sua liberazione, mentre l’Italia continua a tacere, secondo i familiari di Trentini .
Richiesta di azione politica
Armanda Trentini ha esortato le istituzioni italiane a dimostrare “di avere a cuore la vita di un connazionale” e a mettere in campo qualsiasi strumento diplomatico disponibile. “Ogni giorno di inerzia in più corrisponde a indicibili sofferenze per Alberto e per noi. Otto mesi sono troppi e dobbiamo ribellarci” ha insistito .
Un confronto simbolico
L’appello lanciato da Armanda Trentini si è svolto nella cornice dell’udienza sul caso Regeni, davanti a una platea di magistrati, familiari e associazioni. Secondo l’Espresso, le due vicende – entrambe segnate da detenzioni all’estero e silenzi istituzionali – si intersecano nel richiamo alla responsabilità dello Stato italiano .
Cosa sta accadendo sul fronte diplomatico?
- Stampa elvetica: la mediazione della Svizzera ha permesso la liberazione del compagno di cella svizzero di Trentini, che ha poi denunciato le condizioni “terrificanti” nel penitenziario venezuelano .
- Silenzio italiano: nessuna dichiarazione ufficiale né da Palazzo Chigi né dal Ministero degli Esteri o della Difesa sul caso di Trentini, nonostante gli appelli delle opposizioni e della famiglia.
- Richieste partitiche: il Pd, per bocca di Elly Schlein, chiede un impegno pubblico, mentre Libera e altre associazioni aumentano la pressione mediatica
