Vladimir Putin ha firmato un decreto che considera una minaccia l’uso ingiustificato di termini stranieri nei documenti ufficiali e in contesti istituzionali quando esiste un corrispettivo in russo. L’ordine esecutivo mira a ridurre l’impiego di vocaboli stranieri sostituendoli con equivalenti russi e a garantire l’uso esclusivo del cirillico negli spazi pubblici. Questo provvedimento conferma e rafforza la legge approvata a fine giugno, che vieta, a partire dal primo marzo 2026, l’uso di altre lingue nella segnaletica, nei cartelloni pubblicitari, negli annunci di vendita e negli orari commerciali, salvo la presenza obbligatoria di una traduzione in russo. Il Cremlino sottolinea l’impegno a preservare, sviluppare e sostenere la lingua russa, riconoscendo tuttavia anche il valore delle lingue delle repubbliche e delle etnie della Federazione Russa. L’ordine denuncia inoltre i tentativi di alcuni Paesi di limitare l’uso della lingua russa, definita elemento fondamentale dell’identità nazionale. La nuova normativa segna un passo decisivo nella promozione e tutela del russo come lingua principale della Federazione Russa.
Putin firma il decreto contro l’uso ingiustificato di termini stranieri nei documenti ufficiali
