Attacco russo in Ucraina, 110 attivisti italiani sfiorati dalle esplosioni a Leopoli

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Notte di terrore in Ucraina, dove un massiccio attacco russo ha colpito diverse città, tra cui Leopoli, Ivano-Frankivsk e Zaporizhzhia. Nel mirino sono finite infrastrutture strategiche e aree residenziali, con un bilancio di almeno cinque morti e dieci feriti. A rischiare la vita anche 110 attivisti italiani del Movimento europeo di azione non violenta (Mean), che viaggiavano su un treno partito da Kiev e diretto al confine polacco. Il convoglio, dopo circa tre ore di viaggio nella zona di Zhytomyr, è stato sorvolato dai bombardamenti e ha proseguito tra le esplosioni fino a Leopoli, dove colpi d’artiglieria e missili hanno scosso la città. Solo in seguito il treno ha potuto ripartire verso la Polonia, evitando il peggio.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l’attacco come uno dei più violenti degli ultimi mesi, parlando di oltre 50 missili e 500 droni lanciati dalla Russia. Tra gli armamenti usati figurano i droni Shahed, i missili da crociera Kalibr e i missili ipersonici Kinzhal. Zelensky ha ribadito la necessità di una maggiore protezione e ha chiesto a Stati Uniti ed Europa di accelerare la fornitura di sistemi di difesa aerea per fermare quello che ha definito “terrore nei cieli”. Il presidente ha espresso cordoglio per le vittime e ha invitato la comunità internazionale a un cessate il fuoco unilaterale come via per aprire la strada a una vera diplomazia.

A Leopoli i danni sono ingenti: quartieri come Riasne e Levandivka sono rimasti senza elettricità, il trasporto pubblico è stato sospeso e diversi edifici residenziali sono stati colpiti. Il sindaco Andriy Sadovyi ha invitato la popolazione a restare in casa e a tenere le finestre chiuse a causa dei fumi degli incendi divampati dopo le esplosioni. Anche a Zaporizhzhia le autorità hanno confermato una vittima e diversi feriti, oltre a blackout diffusi e difficoltà di approvvigionamento idrico.

La Polonia, preoccupata per la vicinanza delle esplosioni al confine, ha fatto decollare i propri caccia insieme agli alleati della NATO, raggiungendo il massimo livello di prontezza operativa nello spazio aereo. Una notte che ha ricordato ancora una volta come la guerra in Ucraina non conosca tregua, con civili e attivisti italiani rimasti pericolosamente esposti al conflitto.