Armando Izzo assolto: la Corte d’Appello di Napoli esclude il coinvolgimento nella combine Modena-Avellino

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Armando Izzo, difensore napoletano con una lunga carriera in Serie A e tre presenze nella Nazionale italiana, è stato assolto dalla Corte d’Appello di Napoli dall’accusa di aver partecipato alla presunta combine nella partita Modena-Avellino della stagione 2013-2014, conclusasi 1-0 per gli emiliani. La sentenza, emessa a marzo, è stata motivata nelle scorse ore: Izzo, che all’epoca giocava nell’Avellino e oggi milita nel Monza, fu tratto in inganno e non prese parte all’accordo illecito. In primo grado il calciatore era stato condannato a cinque anni di reclusione, ma il secondo grado ha accertato la sua estraneità all’alterazione del risultato, stabilendo che fu coinvolto suo malgrado e senza consapevolezza.

L’indagine, guidata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, faceva parte di un più ampio filone contro il clan camorristico della Vinella Grassi. Nel corso delle indagini emerse il sospetto di una combine finalizzata alla sconfitta dell’Avellino, con somme fino a 30mila euro offerte a ogni calciatore disposto a favorire il risultato. Le motivazioni della sentenza chiariscono che l’accordo fu siglato il 20 aprile 2014 nel ristorante La Casareccia, pochi giorni prima della partita, ma Izzo arrivò solo in un secondo momento, dopo la conclusione dell’intesa, per motivi estranei alla combine: stava infatti valutando l’acquisto di un gioiello da regalare alla compagna. Questa versione è confermata anche dal pentito Antonio Accurso.

Un altro elemento a favore di Izzo è stato l’infortunio muscolare che lo tenne fuori dalla partita, rendendo impossibile qualsiasi coinvolgimento diretto. La sentenza conferma invece le condanne di Umberto Accurso e Salvatore Russo, ritenuti esponenti di spicco del clan e responsabili di aver tentato di corrompere i calciatori con denaro per alterare l’esito della gara.