Teheran – Si sono svolti questa mattina nella capitale iraniana i funerali di Stato per circa 60 vittime della cosiddetta “guerra dei 12 giorni” tra Iran e Israele. Le esequie, iniziate alle 8 ora locale (le 6 in Italia) in piazza Enghelab, sono proseguite con un imponente corteo funebre fino a piazza Azadi, attraversando oltre 11 chilometri della metropoli.
L’evento si è svolto in un clima di forte tensione, mentre continuano a circolare notizie non confermate su esplosioni udite all’alba in varie zone della città. Il capo del Consiglio di Coordinamento per lo Sviluppo Islamico di Teheran, Mohsen Mahmoudi, ha dichiarato che quella di oggi rappresenta “una giornata storica per l’Iran islamico e per la rivoluzione”.
Tra le vittime figurano figure di spicco dell’apparato militare e scientifico iraniano, tra cui il generale di divisione Mohammad Bagheri, secondo in comando delle forze armate dopo la Guida Suprema, lo scienziato nucleare Mohammad Mehdi Tehranchi e il comandante delle Guardie Rivoluzionarie Hossein Salami, ucciso nel primo giorno del conflitto. Secondo le autorità iraniane, oltre 30 comandanti di alto rango sono rimasti uccisi negli attacchi, insieme a civili, tra cui quattro bambini.
La cerimonia ha assunto un forte valore simbolico per il governo iraniano, che ha ribadito il significato patriottico del sacrificio delle vittime nel contesto dello scontro diretto con Israele. Le tensioni nell’area restano alte, mentre i vertici della Repubblica Islamica promettono una risposta proporzionata e il mantenimento della sicurezza nazionale.
