Un inizio d’estate decisamente anomalo sta interessando gran parte dell’Italia e dell’Europa centrale. Le giornate di sole e caldo, tipiche del periodo, sembrano un lontano ricordo. Invece di ombrelloni e mare, molte città si ritrovano sotto nuvole cariche di pioggia, con temperature abbondantemente sotto la media stagionale. In alcune zone dell’arco alpino si sono registrate persino nevicate tardive. È un’estate fredda e instabile, tanto da spingere qualcuno a parlare di “raffreddamento globale”.
Anomalie climatiche evidenti
Le temperature di giugno 2025 risultano inferiori alla media di almeno 3-5 gradi in molte regioni italiane. A Milano, Bologna, Firenze e Roma, le massime raramente hanno superato i 22-24 gradi, e molte giornate sono state caratterizzate da piogge intense, temporali e grandinate. Al sud, solitamente più stabile in questa stagione, si sono verificate raffiche di vento e forti perturbazioni, soprattutto sulla costa tirrenica.
Secondo i meteorologi, il fenomeno è dovuto alla persistenza di un’anomalia atmosferica sul Nord Atlantico: una vasta area di bassa pressione che continua a spingere aria fresca e umida verso il Mediterraneo, impedendo l’affermazione dell’anticiclone africano, che solitamente porta il caldo torrido in estate.
Ma è davvero “raffreddamento globale”?
Molti utenti sui social e persino alcuni opinionisti parlano già di “raffreddamento globale”, in contrasto con il ben più noto riscaldamento globale. Ma gli esperti climatologi frenano su questa interpretazione.
“Parlare di raffreddamento globale è fuorviante,” afferma il climatologo Luca Mercalli. “Quello che stiamo osservando è una manifestazione dell’instabilità climatica dovuta al riscaldamento globale. Il cambiamento climatico non significa solo caldo, ma anche maggiore frequenza di eventi estremi, sbalzi di temperatura e stagioni sempre meno prevedibili.”
Le recenti estati torride degli ultimi anni, con ondate di calore africano e incendi diffusi in tutta Europa, confermano che la tendenza globale è ancora verso l’aumento delle temperature medie. Tuttavia, proprio questo squilibrio termico tra poli e tropici contribuisce a destabilizzare le correnti atmosferiche, portando a episodi come quello attuale.
Prospettive per luglio
I modelli previsionali a medio termine non mostrano segnali netti di miglioramento: almeno fino alla prima metà di luglio, l’Italia potrebbe continuare a essere interessata da instabilità diffusa e temperature fresche. Solo dopo la metà del mese si intravede un possibile ritorno dell’anticiclone subtropicale, ma con incertezze.
