In Iran continua a crescere la tensione dopo una serie di attacchi attribuiti a Israele contro il programma nucleare iraniano. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Isna, uno degli ultimi obiettivi colpiti è stato Ali Bagheri, scienziato nucleare di rilievo originario dell’Iran settentrionale, ucciso insieme alla sua famiglia. L’attacco si inserisce nella più ampia operazione militare israeliana denominata “Rising Lion”, lanciata venerdì scorso.
Fonti di stampa di due Paesi del Golfo hanno riferito che almeno 14 scienziati nucleari iraniani sono stati assassinati in attacchi coordinati, inclusi attentati tramite autobomba. L’agenzia ufficiale Irna aveva in precedenza denunciato la detonazione di cinque ordigni esplosivi in differenti aree della capitale Teheran, imputando anch’essa l’azione allo Stato di Israele.
L’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha dichiarato pubblicamente che l’offensiva ha “rallentato in modo significativo il programma nucleare iraniano, ma non abbastanza”. Parallelamente, un funzionario militare israeliano ha rivelato ad ABC News che i caccia dell’aeronautica israeliana hanno sorvolato i cieli iraniani per oltre 50 ore consecutive dall’avvio dell’operazione, continuando a identificare obiettivi militari strategici, tra cui postazioni di lancio di razzi.
L’intensificazione degli attacchi fa temere una rapida espansione del conflitto, con il rischio di destabilizzare ulteriormente l’intera regione mediorientale.
