Valentina Boscaro, la giovane condannata per aver ucciso con una coltellata il fidanzato Mattia Caruso, tornerà davanti alla Corte d’Assise per un nuovo processo. La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’Appello, che nel 2023 aveva ridotto a 20 anni la pena inflitta in primo grado (24 anni), ordinando un nuovo esame limitato al riconoscimento dell’attenuante della provocazione.
Secondo i giudici supremi, la Corte d’Appello non ha valutato adeguatamente le circostanze conflittuali tra i due, in particolare le presunte violenze subite da Boscaro durante il litigio che ha preceduto il delitto. Se l’attenuante verrà riconosciuta nel nuovo giudizio, la pena potrebbe essere ulteriormente ridotta fino a un terzo, quindi scendere di altri 6-7 anni, portandola a circa 13-14 anni complessivi.
Il delitto
Il fatto risale al 25 settembre 2022, ad Abano Terme (Padova). Dopo una serata trascorsa insieme, Boscaro e Caruso stavano rientrando a casa della ragazza quando, durante il tragitto in auto, è esploso un litigio. La giovane ha poi ammesso di aver inferto una singola coltellata al torace del fidanzato, sostenendo di essere stata aggredita fisicamente e di essersi difesa.
Mattia Caruso è morto poco dopo. Le indagini e le testimonianze successive hanno evidenziato una relazione segnata da tensioni e violenze reciproche.
La situazione attuale
Boscaro sta scontando la pena agli arresti domiciliari. Il nuovo processo dovrà ora stabilire se e in quale misura le provocazioni del fidanzato abbiano influito sulla reazione della giovane, aprendo la strada a una possibile riduzione ulteriore della pena.
