Emergono i primi dettagli dalle indagini sull’incidente mortale che ha coinvolto il sub olandese Robcornelis Maria Huijben Uiben, 39 anni, deceduto venerdì 9 maggio durante le operazioni di recupero del Bayesian, il veliero naufragato un anno fa nelle acque di Porticello. Secondo le prime ricostruzioni fornite da fonti investigative, il sub si trovava sott’acqua con un collega per tagliare il boma della nave usando un cannello ossiacetilenico. Durante l’intervento, si sarebbe verificata una violenta esplosione causata dalla formazione di bolle di idrogeno, innescata dalla fiamma. La deflagrazione avrebbe provocato il distacco di un frammento metallico che ha colpito mortalmente il sub.
L’esatta dinamica sarà chiarita con l’autopsia disposta dalla Procura di Termini Imerese, che coordina le indagini. Intanto le operazioni di recupero del relitto, affondato lo scorso anno con la morte del magnate inglese Myke Lynch e di altre sei persone, sono state sospese. L’area dove è avvenuto l’incidente è stata posta sotto sequestro.
Le indagini sono affidate alla Capitaneria di porto di Palermo, coordinate dal pubblico ministero Raffaele Cammarano. I rilievi subacquei sul punto dell’esplosione potrebbero essere eseguiti dai sommozzatori della polizia, della guardia di finanza o della Marina militare, che in passato aveva già recuperato dal Bayesian parte della strumentazione elettronica, come gli hard disk contenenti audio e video della notte del naufragio.
Il corpo di Huijben Uiben è stato trasferito all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, dove sarà effettuata l’autopsia per accertare le cause esatte del decesso.
