Polemica a Biella durante l’Adunata nazionale degli Alpini, dopo che nella serata di ieri sono state trasmesse dagli altoparlanti in piazza le note di Faccetta Nera, canto simbolo del regime fascista e delle campagne coloniali del Ventennio. Diverse decine di persone, alcune con il tradizionale cappello con la penna nera, sono state riprese mentre intonavano il brano. Il video dell’episodio ha rapidamente fatto il giro dei social, ed è stato rilanciato anche da La Stampa.
La vicenda ha suscitato reazioni indignate dal mondo politico locale. Elisa Francese, della segreteria provinciale del Partito Democratico, e Andrea Basso, segretario del circolo Pd di Biella, hanno duramente commentato: “Il canto fascista che celebra gli orrori del colonialismo del duce risuonato nella notte in via Gramsci non ha nulla a che vedere con quanto stiamo celebrando in questi giorni. È un insulto alla memoria, soprattutto in una città come la nostra. Ci attendiamo una condanna netta, senza distinguo politici”.
A unirsi alla condanna anche il Movimento 5 Stelle. In una nota congiunta, Giuseppe Paschetto, coordinatore provinciale, e Karim El Motarajji, consigliere comunale di Biella, hanno dichiarato: “Condanniamo con forza i canti fascisti risuonati questa notte a Biella, inneggianti alle turpi imprese coloniali del regime in Africa. Le note di Faccetta Nera sono una vergogna per una città che è medaglia d’oro per la Resistenza. Ci aspettiamo una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche e una presa di posizione chiara da parte del Comune e dell’Ana. Gli Alpini che hanno combattuto nella guerra di Liberazione non meritano simili comportamenti”.
La vicenda riaccende il dibattito sul significato della memoria e sull’uso pubblico di simboli e canti legati al fascismo, soprattutto in occasioni ufficiali e in luoghi che portano un’eredità storica importante come Biella.
