Violenza sessuale al concerto del Primo Maggio: rimpatriati e impuniti i tre arrestati su richiesta del ministro Piantedosi

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Sono stati rimpatriati i tre uomini arrestati per la presunta violenza sessuale avvenuta durante il concerto del Primo Maggio a Roma. Lo ha reso noto il Ministero dell’Interno, sottolineando che la misura era stata disposta con urgenza su richiesta del ministro Matteo Piantedosi, “nell’immediatezza del fatto”, come ricordato dallo stesso Viminale in una nota ufficiale.

I tre soggetti, cittadini stranieri, erano stati fermati dalle forze dell’ordine poco dopo la segnalazione di un’aggressione avvenuta nella zona antistante il palco di Piazza San Giovanni, dove si svolgeva il tradizionale Concertone del Primo Maggio, evento simbolo della Festa dei Lavoratori e promosso dai principali sindacati italiani.

Misura immediata per motivi di sicurezza pubblica

Il provvedimento di espulsione con rimpatrio immediato è stato adottato per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, sfruttando le disposizioni previste dalla normativa italiana per i cittadini stranieri ritenuti pericolosi. Il Viminale ha spiegato che la decisione è stata presa per “garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare il decoro degli eventi pubblici”.

Le indagini proseguono

Sebbene i tre arrestati siano già stati rimpatriati, le indagini della Procura di Roma proseguono per accertare tutte le responsabilità e verificare l’eventuale presenza di altri complici. La vittima ha fornito una testimonianza dettagliata e ha ricevuto il supporto di un’equipe di psicologi e operatori sociali.

Sicurezza agli eventi pubblici sotto i riflettori

L’episodio ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nei grandi eventi pubblici, in particolare quelli a ingresso libero come il Concertone. Il Comune di Roma e la Prefettura stanno valutando un rafforzamento delle misure di controllo e la presenza più capillare delle forze dell’ordine durante manifestazioni di massa.