Lavrov: “Tre giorni di tregua per avviare negoziati diretti”
Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha annunciato una tregua di tre giorni, dall’8 al 10 maggio, definendola una “possibile porta d’accesso a negoziati diretti tra Mosca e Kiev”. L’annuncio è arrivato nel pieno di un contesto internazionale teso, con gli Stati Uniti che, per bocca del Dipartimento di Stato, hanno espresso scetticismo sulla mediazione se non accompagnata da “proposte concrete” da parte della Russia.
Gli Stati Uniti frenano: “No a mediazioni vuote”
Washington ha risposto con freddezza alle parole di Lavrov. “Qualsiasi cessate il fuoco deve essere seguito da un impegno serio al tavolo delle trattative, altrimenti si tratta solo di una pausa tattica per Mosca”, ha dichiarato un portavoce del governo americano. Gli USA chiedono gesti concreti da parte del Cremlino e non solo dichiarazioni pubbliche.
Trump interviene: “Putin mi rispetta, vuole la pace”
Donald Trump è tornato a commentare la guerra in Ucraina, affermando che il presidente russo Vladimir Putin “mi rispetta e penso voglia davvero la pace”. L’ex presidente USA ha ribadito la sua convinzione che, se fosse stato ancora in carica, il conflitto non sarebbe mai iniziato. Le sue parole dividono l’opinione pubblica e riportano il dibattito sul possibile ruolo di mediazione degli Stati Uniti in un futuro prossimo.
Medvedev minaccia Svezia e Finlandia: “Anche con armi nucleari”
In un clima già infuocato, Dmitrij Medvedev, ex presidente e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, ha lanciato un nuovo allarme: “Svezia e Finlandia sono legittimi obiettivi militari. Anche con l’uso di armi nucleari, se necessario.” Le dichiarazioni, durissime, arrivano dopo l’ingresso dei due Paesi nella NATO, interpretato da Mosca come un’aggressione strategica diretta.
Tensione in Asia: Seul denuncia 600 soldati nordcoreani morti
La Corea del Sud ha annunciato che, dall’inizio dell’anno, circa 600 soldati nordcoreani sono morti durante scontri lungo il confine o per condizioni estreme durante le esercitazioni militari imposte dal regime. La notizia alza ulteriormente il livello di allerta nella regione, già segnata da crescenti manovre militari e da un’escalation nucleare potenziale.
