La Siria sta affrontando una nuova ondata di violenza che minaccia di far deragliare i progressi fatti dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad lo scorso dicembre. Nella provincia costiera di Latakia, roccaforte storica della minoranza alawita, si sono verificati scontri violenti tra le forze governative, fedeli al nuovo presidente ad interim Ahmed al-Sharaa, e le milizie legate all’ex presidente Assad.
Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, il bilancio dei combattimenti è devastante: almeno 553 persone sono morte, di cui 340 civili alawiti, 93 membri delle forze di sicurezza governative e 120 combattenti filo-Assad. Le fonti riportano anche che molti degli alawiti uccisi sono stati vittime di esecuzioni sommarie, perpetrate da forze di sicurezza e milizie filo-governative.
Le testimonianze raccontano di massacri, violenze indiscriminate e saccheggi che hanno colpito in particolar modo donne e bambini. Le immagini diffuse online mostrano scene di distruzione nelle zone costiere e nelle montagne di Latakia. Gli scontri sono esplosi in seguito all’arresto di un alawita ricercato dalle nuove autorità, scatenando la reazione delle milizie fedeli ad Assad. Questo ha portato a un assedio delle città di Latakia, Tartus e Jableh, dove le autorità hanno imposto un coprifuoco e sono stati segnalati blackout elettrici.
L’agenzia di stampa statale Sana ha riferito che le forze governative hanno respinto un attacco da parte dei sostenitori del regime deposto, che avrebbe preso di mira un ospedale a Latakia. Il presidente al-Sharaa ha invitato i ribelli a deporre le armi e arrendersi, mentre la Lega Araba ha condannato gli attacchi contro le forze di sicurezza.
Nel frattempo, le forze governative hanno inviato rinforzi nelle città strategiche della regione, come Banias e Qardaha, quest’ultima città natale di Assad. La situazione resta estremamente instabile, con il rischio che la violenza si intensifichi ulteriormente.
Gli alawiti, un gruppo etno-religioso che rappresenta circa il 10-15% della popolazione siriana, hanno avuto un ruolo fondamentale nel corso della storia moderna della Siria, soprattutto dopo che la famiglia Assad è salita al potere. Durante la guerra civile, molti alawiti hanno appoggiato il regime di Bashar al-Assad. Ora, con l’ascesa del nuovo governo, la situazione si fa ancora più tesa, con il rischio di una nuova guerra civile.
Il conflitto attuale solleva interrogativi sul futuro della Siria e sul trattamento delle minoranze, tra cui gli alawiti, che hanno sempre svolto un ruolo cruciale nella politica del paese.
