La guerra di difesa dell’Ucraina, giunta al suo terzo anno, sta diventando sempre più difficile. Dopo la sospensione da parte degli Stati Uniti della condivisione dell’intelligence e degli aiuti militari, la situazione sul fronte ucraino è peggiorata anche sul piano tattico. Mosca sta cercando di massimizzare il suo vantaggio, tornando ad avanzare e bombardando infrastrutture e centri abitati nelle principali città ucraine.
In particolare, la situazione è critica sul fronte di Kursk, oblast russo parzialmente occupato dalle truppe ucraine nel 2024, considerato uno dei punti chiave per le future trattative. Mosca ha annunciato di aver riconquistato tre insediamenti precedentemente occupati da Kiev: Viktorovka, Nikolayevka e Staraya Sorochina. Secondo fonti russe, le forze di Mosca sono riuscite a sfondare le difese ucraine nei pressi di Sudzha, e il blog militare ucraino “DeepState” ha confermato una breccia nelle linee difensive, con la ritirata di alcune unità di Kiev.
Le forze ucraine stanno cercando di stabilizzare la situazione, ma i rifornimenti sono interrotti, aumentando il rischio di accerchiamento per migliaia di soldati. Il “Telegraph” riporta che l’Ucraina sta valutando un ritiro dalla regione per evitare perdite ingenti, poiché circa 10.000 uomini rischiano di rimanere isolati.
La carenza di informazioni strategiche ha favorito l’avanzata russa, con ingenti perdite tra le fila ucraine, abbassando anche il morale delle truppe. Secondo un ufficiale ucraino, la situazione è aggravata dalla carenza di armi avanzate, una conseguenza del rallentamento degli aiuti statunitensi. “Il problema maggiore è il morale”, ha dichiarato l’ufficiale.
Nonostante le difficoltà, Kiev nega l’intenzione di ritirarsi dalla regione, assicurando che sono state prese misure per stabilizzare la situazione. Tuttavia, il momento di difficoltà è evidente, mentre gli attacchi aerei russi hanno ripreso a colpire le maggiori città ucraine.
I bombardamenti russi nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, avvenuti nella notte tra il 7 e l’8 marzo, hanno causato almeno 20 morti e oltre 50 feriti, tra cui cinque bambini. Odessa è stata presa di mira dai droni, con incendi e danni significativi. A Dobropillya, nella regione di Donetsk, un attacco ha provocato 11 morti e 40 feriti, tra cui sei bambini. Due missili hanno colpito un centro commerciale e otto condomini, con un ulteriore attacco russo che ha mirato deliberatamente ai soccorritori, causando altre perdite civili.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato questi raid, sottolineando che gli obiettivi della Russia rimangono invariati. “È molto importante continuare a proteggere le vite, rafforzare le difese aeree e inasprire le sanzioni contro la Russia”, ha dichiarato.
Sul fronte diplomatico, Kiev sta cercando di mantenere il dialogo con gli Stati Uniti. Una delegazione ucraina, guidata dal capo dell’ufficio presidenziale Andriy Yermak, incontrerà martedì a Gedda, in Arabia Saudita, una controparte americana per discutere un possibile quadro per un accordo di pace. Washington considera questo incontro come un’opportunità per avviare negoziati, ma il presidente Zelensky ha parlato solo di un “confronto costruttivo”, senza fornire dettagli sui possibili sviluppi.
L’evolversi della situazione nel Kursk e il deterioramento delle capacità difensive ucraine potrebbero modificare gli equilibri della guerra, con un impatto significativo sia sul campo di battaglia che nelle trattative diplomatiche in corso.
