L’Unione Europea chiude alla riapertura del Nord Stream 2: “Non è un progetto di interesse comune”

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L’Unione Europea ha ribadito la propria contrarietà alla riapertura del gasdotto Nord Stream 2, che collega la Russia alla Germania, escludendo qualsiasi possibilità di un suo utilizzo futuro. “La nostra posizione è molto chiara: Nord Stream 2 non diversifica le fonti energetiche e non rientra nei progetti di interesse comune“, ha dichiarato una portavoce della Commissione europea.

Negli ultimi giorni, il tema è tornato al centro del dibattito dopo che il Financial Times e la Bild hanno riportato indiscrezioni su presunti negoziati segreti tra Stati Uniti e Russia per il ripristino del gasdotto. Secondo quanto rivelato dai giornali, Richard Grenell, inviato speciale di Donald Trump, avrebbe incontrato rappresentanti di Gazprom in Svizzera per discutere un possibile accordo.

Il ruolo di Matthias Warnig e il coinvolgimento di investitori americani

Il Financial Times ha inoltre rivelato che un’ex spia russa e stretto collaboratore di Vladimir Putin, Matthias Warnig, sarebbe al centro di un piano per riavviare le forniture di gas attraverso Nord Stream 2. Secondo il quotidiano, l’obiettivo sarebbe coinvolgere investitori americani per aggirare le sanzioni e permettere la ripresa del flusso di gas verso l’Europa.

Warnig ha smentito ogni coinvolgimento, ma le fonti del Financial Times suggeriscono che il suo piano prevederebbe di contattare il team di Trump attraverso uomini d’affari statunitensi. L’idea di riaprire Nord Stream 2 potrebbe inserirsi in una strategia più ampia per ricostruire i rapporti con Mosca, in vista di un possibile nuovo mandato presidenziale di Trump.

Gli Stati Uniti come intermediari nella fornitura di gas russo?

Secondo la Bild, l’accordo ipotizzato vedrebbe gli Stati Uniti agire come intermediari nella fornitura di gas russo attraverso Nord Stream 2, con il trasporto del combustibile fino alla Germania sotto il controllo di investitori americani. Questo garantirebbe un’influenza diretta di Washington sulle forniture energetiche europee, permettendo di regolare il flusso di gas e di ottenere un vantaggio economico dalla sua distribuzione.

Tuttavia, l’Unione Europea si oppone fermamente all’idea, ribadendo che la strategia energetica europea punta sulla diversificazione delle fonti, riducendo la dipendenza dalla Russia. Dopo l’invasione dell’Ucraina, i Paesi UE hanno drasticamente ridotto le importazioni di gas russo, aumentando invece quelle di gas naturale liquefatto (GNL) da Stati Uniti e Qatar.

Nord Stream 2: un gasdotto mai entrato in funzione

Il gasdotto Nord Stream 2, completato nel 2021, non è mai entrato in funzione a causa delle tensioni geopolitiche e delle sanzioni imposte a Mosca dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. Inoltre, nel settembre 2022, il gasdotto è stato parzialmente danneggiato da misteriose esplosioni, il cui responsabile non è mai stato ufficialmente identificato.

Per il momento, l’Europa conferma la propria volontà di mantenere la rottura energetica con Mosca, ma resta da vedere se un’eventuale nuova amministrazione Trump potrebbe cambiare gli equilibri e riaprire il dossier Nord Stream 2.