La tregua nella Striscia di Gaza è nuovamente in bilico dopo che Israele ha deciso di rinviare a data da destinarsi il rilascio di 602 detenuti palestinesi, previsto per sabato 22 febbraio. Il rilascio faceva parte di un accordo che prevedeva anche la restituzione di sei ostaggi israeliani da parte di Hamas.
Il movimento palestinese ha accusato Israele di mettere a rischio l’intero accordo di tregua. “Ritardando il rilascio dei nostri prigionieri, il nemico si comporta come un delinquente e mette seriamente in pericolo l’accordo”, ha dichiarato Bassem Naïm, alto funzionario di Hamas, chiedendo ai mediatori internazionali, in particolare agli Stati Uniti, di esercitare pressioni su Israele affinché rispetti i termini dell’intesa. Hamas ha inoltre respinto le accuse del premier Benjamin Netanyahu, secondo cui il gruppo palestinese starebbe spettacolarizzando il rilascio degli ostaggi. Netanyahu ha dichiarato che il rilascio dei detenuti resterà sospeso fino a quando Hamas non metterà fine a queste “cerimonie umilianti” e non libererà gli altri prigionieri israeliani.
Nel frattempo, Netanyahu ha ribadito l’impegno del governo nel riportare a casa tutti gli ostaggi, vivi o deceduti. “Finora abbiamo rimpatriato 192 ostaggi: 147 vivi e 45 morti. Hamas ne trattiene ancora 63. Non dimenticheremo né perdoneremo”, ha scritto in un post su X. Ha inoltre confermato la restituzione del corpo di Shiri Bibas, dopo che Hamas inizialmente aveva consegnato la salma di un’altra donna.
Hamas si è detto pronto a discutere la seconda fase dell’accordo, che prevederebbe uno scambio totale di prigionieri tra le parti, il ritiro delle forze israeliane dalla Striscia di Gaza e la ricostruzione dell’enclave palestinese. Tuttavia, la decisione di Israele di sospendere il rilascio dei detenuti potrebbe complicare i negoziati in corso con i mediatori.
Intanto, l’esercito israeliano ha annunciato l’impiego di carri armati a Jenin, segnando la prima volta in 20 anni che tali mezzi vengono utilizzati in Cisgiordania. Le forze della Brigata Nahal e dell’unità Duvdevan opereranno in diversi villaggi nell’ambito delle operazioni antiterrorismo nel nord della Samaria. L’equilibrio della tregua appare sempre più precario, mentre la tensione tra Israele e Hamas continua a salire.
