Operazione contro frodi fiscali e bancarotta: sequestri e arresti a Genova

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Nella mattinata di oggi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Genova hanno eseguito un’importante operazione che ha portato all’arresto di quattro persone, tra cui tre residenti in provincia di Alessandria e uno in provincia di Pavia. Le misure cautelari, disposte dal G.I.P. del Tribunale di Genova su richiesta della Procura della Repubblica, sono legate a un’inchiesta su un’organizzazione criminale accusata di reati fiscali, bancarotta fraudolenta e somministrazione illecita di manodopera.

Le indagini hanno rivelato l’esistenza di una rete di società cooperative coinvolte in un ampio sistema di frode fiscale e finanziaria, che ha avuto effetti devastanti su alcune cooperative operative nel settore della logistica. Tra i reati contestati figurano l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta dei redditi, e la bancarotta fraudolenta ai danni di una cooperativa, nonché la causazione del dissesto di altre quattro cooperative, con l’omissione dei versamenti fiscali e l’illecita gestione di manodopera.

In particolare, le indagini hanno messo in luce un meccanismo attraverso il quale quattro cooperative, tra cui ECOLOG SOC. COOP. e GRANDI FLOTTE soc. coop., hanno emesso fatture false per operazioni inesistenti, al fine di beneficiare di crediti d’imposta IVA indebiti e di ridurre i costi del personale attraverso la somministrazione di manodopera a basso costo. Questa attività illecita ha portato a ingenti debiti fiscali e previdenziali, con un danno quantificato in oltre 15 milioni di euro.

In aggiunta agli arresti, il Tribunale di Genova ha disposto il sequestro preventivo di oltre 15 milioni di euro, equivalente al profitto dei reati tributari commessi, per garantire il risarcimento del danno e impedire che i beni frutto di attività illecite venissero dissipati. Il sequestro ha riguardato anche la società di capitali beneficiaria del sistema di frode, ECO PROGRAM FLOTTE S.p.A., e i suoi amministratori.

Secondo le indagini, le cooperative coinvolte, benché formalmente in liquidazione o fallimento, continuavano a operare sotto la direzione della società di capitali, con i dipendenti che, pur cambiando formalmente d’appartenenza, di fatto continuavano a lavorare sotto le stesse condizioni. Il fine di questo schema fraudolento era ridurre l’imponibile fiscale e beneficiare di vantaggi economici tramite pratiche illecite.

L’operazione evidenzia un’inchiesta complessa che ha coinvolto numerose persone e aziende, con l’obiettivo di smascherare un sistema ben strutturato di evasione fiscale e frode che ha danneggiato gravemente l’economia. Gli arresti e i sequestri compiuti dalla Guardia di Finanza rappresentano un passo importante nella lotta contro le frodi fiscali e la bancarotta fraudolenta, con la promessa di proseguire con ulteriori accertamenti per garantire che gli responsabili vengano perseguiti in pieno rispetto della legge.