Emesso un “Daspo Willy” per un 24enne: divieto di accesso alla movida di Pontremoli

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Il Questore di Massa Carrara, Santi Allegra, ha recentemente emesso un provvedimento di divieto di accesso ai pubblici esercizi e locali di pubblico intrattenimento, noto come “Daspo Willy”, per un cittadino greco di 24 anni, residente a Pontremoli. La misura, che durerà 18 mesi, è stata adottata dopo un’attenta analisi della Divisione Anticrimine e su proposta del Comando Stazione Carabinieri di Pontremoli, in seguito a un episodio di violenza avvenuto nella zona della “movida” della città.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti penali e contestazioni relative alla detenzione di sostanze stupefacenti, era stato coinvolto in una rissa aggravata nei pressi di locali frequentati da numerosi giovani. Durante l’incidente, uno dei partecipanti è stato colpito da una bottiglia in vetro, riportando lesioni giudicate guaribili in 15 giorni. L’episodio ha destato allarme tra i residenti, dato che si è verificato in un’area affollata, aumentando il rischio per la sicurezza pubblica.

Il Questore, considerando la pericolosità sociale dell’individuo e il rischio che potesse ripetere comportamenti simili, ha deciso di emettere il provvedimento di “Daspo Willy”. Questa misura, che impedisce al giovane di accedere e sostare nei luoghi di aggregazione della città, è stata presa per evitare che il 24enne possa compromettere ulteriormente la tranquillità e la sicurezza urbana.

Il “Daspo Willy” è una misura di prevenzione che si ispira alla normativa originariamente introdotta per contrastare la violenza negli stadi, ma che è stata estesa anche ad altri ambiti sociali. Il nome “Willy” deriva dalla tragica vicenda di Colleferro, nel settembre del 2020, quando un giovane di 22 anni fu ucciso, suscitando un ampio dibattito sulla violenza giovanile. L’obiettivo di questo strumento è proteggere la vivibilità urbana e garantire la sicurezza di cittadini e turisti.

In caso di violazione del divieto, l’uomo rischia pene severe, tra cui una reclusione da 1 a 3 anni e una multa che può arrivare fino a 24.000 euro. Questo provvedimento, quindi, rappresenta un importante passo nella lotta contro la criminalità e nella salvaguardia dell’ordine pubblico a Pontremoli e nell’intera provincia, dimostrando l’impegno delle Forze di Polizia nel prevenire episodi di illegalità e violenza.