Il 23enne egiziano Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta, che la notte di Capodanno ha accoltellato quattro persone, è stato ucciso dal comandante dei carabinieri di Verucchio, Luciano Masini. L’autopsia ha rivelato che Sitta è stato colpito da cinque proiettili, uno alla spalla destra e gli altri tra il torace e il capo, mentre pregava in arabo, ripetendo frasi lette nel Corano.
La Procura della Repubblica ha iscritto il comandante Masini nel registro degli indagati per eccesso colposo di difesa, e le indagini in corso includono analisi medico-legali e balistiche. Secondo la nota dell’Arma dei carabinieri di Rimini, l’analisi degli indumenti della vittima aiuterà a determinare la distanza tra le parti al momento degli spari.
Non sono stati presi provvedimenti disciplinari contro il comandante Masini, che si è volontariamente allontanato dal servizio attivo. Un video di un cellulare mostra parte dell’incidente, evidenziando la reazione del comandante che, in totale, ha sparato 12 dei 15 colpi della sua pistola d’ordinanza.
Nonostante il giovane portasse con sé una copia del Corano e una corona per pregare, non sono emersi legami con frange radicalizzate. I genitori di Sitta, residenti in Egitto, hanno chiesto il rimpatrio della salma. A Villa Verucchio si è svolta una manifestazione di sostegno per Masini, e una raccolta fondi per le spese legali ha già raccolto quasi 14 mila euro.
