È stata disposta una misura di vigilanza per Giovanni Caruso, avvocato e professore ordinario di diritto penale, dopo il ritrovamento di una lettera contenente tre proiettili recapitata al suo studio. Caruso è il difensore di Filippo Turetta, recentemente condannato all’ergastolo per l’omicidio premeditato di Giulia Cecchettin. La condanna, però, non ha incluso le aggravanti di crudeltà e stalking, decisione che ha suscitato forti reazioni, soprattutto da parte dei familiari della vittima.
L’arringa di Caruso, che ha avuto grande eco mediatica, è stata al centro di accesi dibattiti. In particolare, la sorella di Giulia, Elena Cecchettin, ha duramente criticato l’esito del processo, affermando: “L’ennesima conferma che alle istituzioni non importa nulla delle donne”.
L’intimidazione nei confronti dell’avvocato solleva interrogativi sul clima di tensione che circonda casi giudiziari di grande rilevanza pubblica, come quello di Turetta. Per garantire la sicurezza del legale, le autorità hanno intensificato i controlli e avviato un’indagine per identificare i responsabili del gesto.
La vicenda mette in evidenza i rischi a cui possono essere esposti i professionisti coinvolti in processi mediaticamente esposti e riaccende il dibattito sulla sicurezza delle donne e sulla percezione della giustizia in Italia.
Intanto, la condanna di Turetta resta oggetto di discussione nell’opinione pubblica, tra chi la considera adeguata e chi, invece, avrebbe voluto un riconoscimento più netto delle aggravanti.
