L’Avana, 10 novembre 2024 – Le autorità cubane hanno arrestato un numero non precisato di persone in seguito alle manifestazioni di protesta scoppiate in risposta alla lunga interruzione di corrente elettrica causata dall’uragano Rafael. Le proteste hanno avuto luogo principalmente nella capitale, l’Avana, e nelle province centrali di Mayabeque e Ciego de Ávila. L’accusa principale per gli arrestati è quella di “disturbo dell’ordine pubblico”, con ulteriori accuse di “attentato” e “danneggiamento”.
Il blackout che ha colpito Cuba per due giorni ha messo a dura prova la popolazione, già alle prese con difficoltà quotidiane legate alla gestione dell’energia e delle risorse. Le interruzioni di corrente hanno generato disagi, alimentando la frustrazione tra i cittadini, che si sono radunati in alcune zone per manifestare il loro malcontento contro la gestione della situazione.
Le forze di sicurezza cubane sono intervenute prontamente per disperdere i manifestanti, con la procura che ha reso noto l’avvio di un procedimento penale per chi ha partecipato alle proteste violente. Non sono stati forniti dettagli circa il numero preciso di arrestati, ma le autorità hanno fatto sapere che i fermi riguardano anche persone che avrebbero partecipato a episodi di danneggiamento dei beni pubblici.
L’episodio riflette la crescente tensione sociale in un periodo già difficile per l’isola, segnata dalla carenza di beni di prima necessità e da problemi economici strutturali. La gestione delle emergenze, come quella legata all’uragano, ha reso ancora più evidente la mancanza di risorse e il malcontento della popolazione, che vede la sua vita quotidiana ulteriormente complicata dalle difficoltà energetiche.
Nel contesto di una situazione che continua a evolversi, le autorità cubane ribadiscono il loro impegno a mantenere l’ordine e la sicurezza pubblica, mentre le organizzazioni internazionali monitorano con attenzione gli sviluppi, preoccupate per il rispetto dei diritti umani e della libertà di espressione nell’isola.
