Nuove ricerche offrono spunti significativi per sviluppi terapeutici e strategie di prevenzione nel trattamento del tumore epatico, una malattia con una crescente incidenza globale. Secondo la Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, questo tipo di tumore è particolarmente diffuso in Asia, risultando il sesto più frequente al mondo e la seconda causa di morte per neoplasia, con oltre 700.000 decessi nel 2012.
Un recente studio pubblicato su Natural Product Research ha esaminato il potenziale antitumorale delle biomolecole attive presenti nell’estratto di nocciola tradizionale del Viterbese, nota come Tonda Gentile Romana. Questo albero da frutto, appartenente alla famiglia delle Betulacee, ha dimostrato di avere effetti significativi contro le cellule tumorali del fegato.
I risultati indicano che l’estratto di nocciola è in grado di stimolare il livello intracellulare di specifiche molecole di microRNA nelle cellule tumorali, inibendo la loro proliferazione e inducendo la morte cellulare in vitro. Le ricercatrici Barbara Benassi e Maria Pierdomenico, che hanno condotto la ricerca presso l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, hanno sottolineato come le componenti attive dell’estratto possano regolare i livelli intracellulari di microRNA, aprendo nuove vie per il trattamento e la prevenzione del cancro al fegato.
