Trieste | La tradizione dell’omelia sott’acqua

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Anche oggi si è svolto, come da tradizione, il suggestivo rito dell’omelia di Santo Stefano, recitata sotto una campana immersa a cinque metri di profondità nelle gelide acque della Scala Reale, di fronte a Piazza Unità d’Italia.

Il celebrante dell’omelia è stato Don Francesco Pesce, un esperto subacqueo munito di brevetto, bombole, muta e pinne, che si è immerso nel mare, affiancato da numerosi subacquei, alcuni dei quali vestiti da Babbo Natale, partecipanti al 47° Natale sub organizzato dal Sub Sea Club di Trieste. In precedenza, il sindaco Roberto Dipiazza ha rivolto un saluto dalla piattaforma allestita di fronte alla Scala Reale, accanto a un grande camion su cui era montato un monitor che trasmetteva la cerimonia subacquea, seguita dalla folla presente.

Protetto dalla campana subacquea, Don Francesco Pesce ha letto l’omelia augurando a tutti un Natale in cui il valore delle persone prevalga sui consumi, e ha ricordato Elvio Bortolin, un pioniere della pesca subacquea a Trieste, recentemente scomparso. Al suo riemergere, è stato accolto da un caloroso applauso.

Gli organizzatori hanno sottolineato che si tratta di un evento “unico in Europa”. In questa occasione, per la prima volta, una ragazza non udente si è immersa in apnea insieme a don Francesco, contribuendo a sensibilizzare sull’importanza della disabilità.