Media “Hamas avverte Israele, pronto un attacco simile a quello del 7 ottobre”

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ROMA (ITALPRESS) – Alti funzionari di Hamas avrebbero inviato a Israele un messaggio insolitamente schietto e diretto, avvertendo che l’organizzazione terroristica è pronta a compiere un altro attacco simile al massacro del 7 ottobre 2023 e che potrebbe colpire ovunque se ne presenti l’occasione: in Israele, in Cisgiordania o all’estero. Lo riferisce il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, secondo cui il messaggio sarebbe stato recapitato al coordinatore umanitario delle Nazioni Unite, Ramiz Alakbarov, da alcuni alti esponenti di Hamas che lo avrebbero incontrato la scorsa settimana nel suo ufficio nella Striscia di Gaza, chiedendogli di trasmettere l’avvertimento a Israele.

I funzionari di Hamas avrebbero riferito ad Alakbarov – prosegue il quotidiano – che le operazioni militari israeliane a Gaza, lo spostamento della “linea gialla” — il confine che delimita le posizioni militari israeliane nella Striscia — e l’annullamento delle elezioni da parte dell’Autorità nazionale palestinese stanno facendo perdere ad Hamas il controllo sul territorio, che non sarebbe disposto ad accettare il protrarsi di tale situazione.

Ieri, aggiunge il quotidiano, Alakbarov ha incontrato il generale di divisione Yoram Halevy, capo del Cogat (l’ente israeliano che coordina le attività governative nei Territori), riferendogli il messaggio dei vertici di Hamas. I funzionari israeliani avrebbero descritto la comunicazione come una minaccia straordinaria, senza precedenti per la sua franchezza.

Un documento che illustra nel dettaglio le minacce dei vertici di Hamas contro Israele sarebbe stato trasmesso con urgenza ai responsabili politici e della sicurezza del Paese, aggiunge il quotidiano.

MEDIA “RISCHIO CHIUSURA PANIFICI IN 48 ORE A GAZA”

Il capo dell’Associazione dei panificatori della Striscia di Gaza, Abdul Nasser al-Ajrami, ha dichiarato oggi che le scorte di farina nei magazzini di tutta la Striscia sono completamente esaurite, avvertendo che i sette panifici ancora in funzione potrebbero chiudere entro le prossime 48 ore qualora non venisse consentito l’ingresso di nuove forniture. In un’intervista telefonica all’agenzia di stampa palestinese Wafa, Al-Ajrami ha spiegato che “la crisi è scaturita dalla chiusura dei valichi di Gaza da parte di Israele nell’ultima settimana e dal rifiuto di consentire l’ingresso di farina destinata al mercato commerciale, nonostante la parziale riapertura dei valichi stessi”.

Attualmente, nella Striscia di Gaza, restano operativi solo sette dei 20 panifici esistenti. Al-Ajrami ha sottolineato che la farina attualmente reperibile sui mercati locali proviene dal Programma alimentare mondiale (Pam), mentre i panifici commerciali, che dipendono dalle forniture in arrivo attraverso i valichi, hanno interrotto la produzione. Nei giorni scorsi il Cogat, l’ente israeliano che sovrintende le attività nei Territori, aveva reso noto lo stop delle attività dei commercianti a Gaza a causa del pizzo imposto da Hamas.

– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).