ROMA (ITALPRESS) – Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.
SALVINI “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”
“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.
“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.
PROTESTE AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.
PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.
La protesta in Sicilia si divide, intanto, su due posizioni contrapposte. Da una parte i camionisti intenzionati a continuare il blocco fino al raggiungimento di un’intesa, dall’altra gli aderenti al Cts, che vorrebbero riprendere l’attività lavorativa ma denunciano un clima di coercizione nell’isola, sostenendo di non poter tornare al lavoro nelle attuali condizioni. Resta quindi incerta la soluzione della vertenza, mentre il presidio al casello di Tremestieri prosegue e si attendono sviluppi nelle prossime ore.
CODACONS “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”
“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”. “Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude.
FEDERDISTRIBUZIONE “A RISCHIO CHIUSURA PUNTI VENDITA”
Federdistribuzione ha preso atto con favore degli esiti del tavolo che si è svolto ieri tra il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e le associazioni dell’autotrasporto, che ha consentito di individuare una prima serie di soluzioni per rispondere alle difficoltà di un settore fortemente colpito dall’aumento dei costi del carburante. Permane tuttavia una situazione di forte criticità nelle regioni del Sud Italia, in particolare in Puglia, Calabria e Campania, dove il blocco della circolazione delle merci non solo continua, ma in molti territori risulta in ulteriore peggioramento. Le consegne stanno subendo pesanti ripercussioni e, in numerosi casi, le merci sono bloccate nei centri distributivi senza poter raggiungere i punti vendita. Le conseguenze sono particolarmente gravi per i prodotti deperibili, molti dei quali risultano ormai inutilizzabili, con un crescente danno economico e un inaccettabile spreco di beni alimentari. La situazione sta generando rilevanti disagi per supermercati e punti vendita, che registrano carenze sempre più diffuse di prodotti sugli scaffali. Se questa condizione dovesse protrarsi ulteriormente, il rischio è quello di dover sospendere l’attività di numerosi esercizi commerciali, con inevitabili ripercussioni anche sui lavoratori coinvolti. Le criticità riguardano inoltre l’intera filiera agroalimentare.
Molti produttori agricoli stanno infatti incontrando enormi difficoltà nel conferire i propri raccolti e, in numerosi casi, rischiano di perdere intere produzioni a causa dell’impossibilità di trasportarle verso i mercati di destinazione. “Ci troviamo di fronte a una situazione che non può continuare. Sono a rischio servizi essenziali per cittadini, famiglie e imprese. Pur nel pieno rispetto delle ragioni della protesta e delle difficoltà che il settore dell’autotrasporto sta affrontando, è indispensabile che vengano rimossi quei blocchi che, agendo al di fuori delle regole, impediscono la libera circolazione delle merci e compromettono il regolare funzionamento della rete distributiva. L’auspicio è che prevalga il senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti e che l’intervento delle istituzioni preposte crei rapidamente le condizioni per il ripristino di condizioni di legalità e di piena operatività della rete logistica, evitando ulteriori danni economici e sociali”, dichiara Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
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