In Liguria 445.844 pensionati, la regione detiene il primato dell’incidenza della popolazione over 65

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Un paese non muore tutto in una volta. Prima chiude un negozio, poi la scuola, quindi c’è un bus in meno, i giovani se ne vanno. Rimangono solo gli anziani. E nelle Aree Interne quasi sempre sono agricoltori ora in pensione. In pensione per modo di dire. I dati Inps fotografano infatti per i coltivatori diretti un importo medio mensile di soli 804,14 euro (che scende alla cifra drammatica di 665,26 euro per la componente femminile) che non garantisce l’autonomia economica. In territori dove non ci sono servizi sanitari, medici, infrastrutture. Per affrontare questa situazione drammatica ANP – Cia Agricoltori Italiani, che associa non solo gli agricoltori in pensione ma pure ex lavoratori autonomi e dipendenti , propone una serie di progetti vincenti che sono stati presentati a Genova in occasione della Festa interregionale delle regioni del nord dove sono arrivati più di 300 pensionati che il giorno prima sono andati alla scoperta della città. L’analisi della geografia demografica riferita alle sei Regioni del Nord Italia coinvolte nell’assise di Genova (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Liguria e Friuli-Venezia Giulia) rivela peraltro una concentrazione territoriale d’impatto straordinario: in questo perimetro risiedono oltre 7,1 milioni di pensionati INPS, una massa critica che rappresenta oltre il 46% dell’intera platea nazionale. E la Liguria con 445.844 pensionati detiene il primato dell’incidenza della popolazione over 65, pari al 29% del totale dei residenti, sostenuta da un indice di longevità di 59,4 centenari ogni 100.000 abitanti. Ma proprio in Liguria esistono esperienze , come quella messa a punto a Neirone da ATS Liguria Area Sociosanitaria Locale n.4 , che propongono un modello specifico replicabile per le aree ad alta dispersione abitativa. “Abbiamo coinvolto tutti gli attori sul territorio, dal sindaco al parroco, dal farmacista alla Pro Loco – spiega Daniela Mortello, direttrice dei Distretti Sociosanitari ASL 4 -. In questo modo abbiamo preso in carico il 75% degli anziani, sostanzialmente tutti quelli che hanno necessità di cure specifiche. Grazie ad una equipe di base formata da 2 infermieri affiancati quando necessario da un medico e da un assistente sociale o da altre figure specialistiche, abbiamo garantito le cure primarie avvicinandoci alle persone. Da una parte il servizio di telemedicina con la presenza di un infermiere e uno specialista da remoto, dall’altra due camper per garantire ecografie, screening, vaccinazioni, visite ginecologiche che spesso ad una certa età sono sottovalutate. Il risultato è stato evidente: meno accessi al Pronto Soccorso e ora anche un Punto Salute in una struttura messa a disposizione dal Comune di Neirone. E a proposito di centenari. Due signore che hanno raggiunto quell’età sono state monitorate sempre a casa, con operatori fidelizzati, evitando così ricoveri o Case di Riposo”. Il progetto realizzato a Neirone può essere un modello per tutta la Liguria. Secondo l’analisi della Fondazione GIMBE, pubblicata nel marzo 2026, al 1° gennaio 2025 in Liguria mancavano 116 medici di medicina generale per raggiungere il parametro di riferimento di un medico ogni 1.200 assistiti. Tra il 2019 e il 2024 il numero dei professionisti si è ridotto del 15,1%, mentre entro il 2028 altri 215 medici raggiungeranno i 70 anni, rendendo concreto il rischio di un ulteriore aggravamento della situazione. La difficoltà di reclutamento emerge con particolare evidenza dalla procedura regionale del 2026: a fronte di 339 incarichi vacanti messi a bando nelle cinque aree territoriali liguri, soltanto 31 hanno ricevuto un’accettazione iniziale, scesa a 28 conferimenti effettivi dopo le verifiche amministrative. Le scoperture riguardano tutte le aree della regione: 64 incarichi nell’Imperiese, 51 nel Savonese, 149 nel Genovese, 39 nel Chiavarese e 36 nello Spezzino. “Anche nelle zone interne dell’entroterra ligure, come l’Imperiese, la Fontanabuona, la Val Bormida, la Valle Scrivia, la Val di Vara e l’Alta Valle Arroscia, appare evidente da una parte la debolezza del reddito da pensione percepito dai residenti, dall’altra, la progressiva desertificazione dei servizi essenziali di cittadinanza — spiega Giancarlo Cassini, presidente ANP – Cia Liguria -. Questa convergenza , definita il “doppio divario” genera una trappola socio-economica di marginalizzazione, che trasforma territori ricchi di potenziale in aree ad alto rischio di deprivazione. Dobbiamo quindi smettere di programmare i servizi partendo solo dai centri urbani più forti. Serve un capovolgimento di prospettiva: partire dai bisogni reali dei territori più periferici per abbattere le disuguaglianze. Per noi di ANP-CIA, il ‘diritto a restare’ nelle proprie valli deve tradursi in garanzie effettive: sanità di prossimità, mobilità, connessione digitale e botteghe di paese. Quando chiude l’ultimo spaccio, una frazione muore. Una situazione che vogliamo affrontare e invertire grazie all’attivazione di veri e propri sportelli di facilitazione digitale per consentire agli anziani l’utilizzo delle piattaforme pubbliche. Con la promozione di momenti di aggregazione, animazione culturale e iniziative di comunità. E la costante verifica e tutela del potere d’acquisto con un’ assistenza personalizzata agli anziani rurali per il controllo analitico delle pensioni”. il declino demografico delle aree interne”. “Garantire i servizi essenziali nelle aree interne del nostro Paese, dalla sanità ai trasporti, dalla connettività alla scuola non è una concessione, ma l’unico argine concreto contro lo spopolamento e l’abbandono di interi territori e di tante comunità – ha detto il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, intervenuto all’evento -. In questa sfida di civiltà, la nostra Associazione nazionale pensionati, è un pilastro insostituibile: i nostri agricoltori, e i più anziani di loro, sono stati e restano i veri custodi della terra, di coesione sociale e memoria produttiva. Come Cia-Agricoltori Italiani siamo orgogliosi della straordinaria e compatta adesione di Anp-Cia alle ragioni dei nostri presidi a Montecitorio, dove urliamo con forza e determinazione che ‘i conti non tornano’ e che serve una svolta immediata contro gli squilibri di un sistema che sta scaricando su agricoltori e cittadini, i due anelli più deboli della filiera, il peso di rincari e distorsioni. Continueremo a combattere uniti, a Roma come in Europa, per difendere il reddito, la dignità e il diritto a vivere e lavorare dignitosamente in tutte le aree rurali.” “Regione Liguria è ben a conoscenza di queste tematiche – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico Alessio Piana -. E per questo, in linea con la Strategia Nazionale Aree Interne che ci vede protagonisti con 108 comuni, ha introdotto una legge per favorire la vita e il lavoro nell’entroterra (L.R. 6/2025). Questo perché riteniamo che ai servizi di cittadinanza imprescindibili per rimanere in quei territori, legati all’istruzione, alla mobilità e alla sanità, si debbano affiancare strumenti finanziari che possano alleggerire le spese di chi, con la propria attività, rappresenta un presidio.