Assolto “perché il fatto non sussiste”. In Tribunale a Imperia è stata pronunciata la sentenza del giudice dFrancesca Di Naro nei confronti del sindaco e presidente della provincia di Imperia Claudio Scajola finito a processo con l’accusa di favoreggiamento. Prima di arrivare alla sentenza di primo grado, sono passati quattro anni. “Assolto perché il fatto non sussiste, il che vuol dire che se non esisteva il fatto non bisognava incominciare un processo. Non è che bisognasse scomodare Cartesio per dirlo – ha dichiarato l’ex ministro dopo la lettura della sentenza -. Ahimè, come ho detto più volte nel passato, c’è una confusione che porta ad aprire indagini quando non si devono neanche aprire. Abbiamo bisogno di giustizia, ma non abbiamo bisogno di perdere tempo. Quattro anni, quattro magistrati che si sono alternati, indagini, venti testimoni nelle udienze. E se fossi stato ritenuto colpevole avrei avuto come pena massima 316 euro. Avete idea di questi quattro anni quanto siano costati? Oltre al fatto che agli occhi dell’opinione pubblica sono un indagato per favoreggiamento, perché forse l’ho aiutato (Antonio Maiolino, ndr) a farsi un palazzo, o chissà cosa. E poi tutti i costi che ne seguono. E questi ‘poi’ sono anche i costi dello Stato. Allora, io credo e voglio ancora credere sempre nella giustizia, spero che finisca l’attitudine di essere un indagato seriale di questo tribunale. Anche perché ne ho un bel ricordo, visto che l’ho fatto costruire quando ero sindaco. Invece ora lo sto praticando come se andassi in palestra”.
Caso Maiolino, assolto il sindaco di Imperia Claudio Scajola: “Quattro anni per arrivare ad una sentenza”
