Espulso, insulta e spintona l’arbitro: partita Under 16 sospesa

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Un’espulsione, le proteste e poi l’aggressione all’arbitro. È quanto sarebbe accaduto domenica mattina, 13 settembre, sul campo di Coiano, durante la partita del campionato Under 16 tra Coiano Santa Lucia e Maliseti.

Al 10’ del secondo tempo, un giocatore quindicenne del Maliseti, già ammonito, sarebbe stato espulso dopo aver ricevuto il secondo cartellino giallo per un fallo di gioco. Una decisione che avrebbe scatenato la reazione del giovane, che si sarebbe rivolto al direttore di gara con pesanti insulti: «Arbitro, non vedi un cazzo, te ti droghi».

L’arbitro avrebbe quindi richiamato il ragazzo per rimproverarlo per le parole rivoltegli. A quel punto, secondo quanto ricostruito, il quindicenne lo avrebbe spintonato, facendolo cadere a terra. Nella caduta il direttore di gara avrebbe riportato una contusione a un braccio.

La situazione sarebbe ulteriormente degenerata sugli spalti, dove il padre del giovane avrebbe iniziato a urlare a sua volta contro l’arbitro, rivolgendogli alcune offese. Di fronte alla situazione, e nonostante il tentativo di riportare la calma, il direttore di gara avrebbe deciso di interrompere definitivamente la partita e mandare le due squadre negli spogliatoi.

A quel punto sarebbero stati allertati anche i soccorsi: un’ambulanza sarebbe intervenuta per prestare assistenza all’arbitro, mentre qualcuno avrebbe chiamato i carabinieri. Quella che doveva essere una normale partita di calcio giovanile si è così trasformata in un episodio che ha richiesto anche l’intervento delle forze dell’ordine.

L’episodio potrebbe avere conseguenze pesanti per il giovane calciatore. Ora spetterà agli organi della giustizia sportiva valutare quanto accaduto e stabilire le sanzioni. Considerata la dinamica dell’episodio, il quindicenne rischia una lunga squalifica che potrebbe compromettere l’intera stagione già a settembre, qualora il giudice sportivo dovesse adottare un provvedimento particolarmente severo.

Resta soprattutto l’amarezza per un episodio avvenuto in un contesto, quello del calcio giovanile, nel quale il rispetto dell’avversario, dell’arbitro e delle regole dovrebbe rappresentare parte integrante dell’educazione sportiva.