Fiorentina-Torino: reazione, identità e l’incognita dei nuovi. La ricetta di Abate per il riscatto al Franchi
L’eliminazione dalla Coppa Italia contro il Monza ha lasciato l’amaro in bocca e aperto interrogativi a cui il Torino di Ignazio Abate è chiamato a dare risposte immediate. La trasferta dell’Artemio Franchi contro la Fiorentina si prefigura come un vero e proprio scontro diretto per il morale e per la classifica: anche la Viola di Fabio Grosso viaggia infatti a zero punti dopo i primi due turni di campionato e vive una fase di profondo assestamento.
Nelle dichiarazioni post-partita, Abate è stato lucido nel tracciare la rotta: servono maggiore attenzione ai dettagli, cinismo nei momenti cruciali della gara e una spiccata personalità per superare i passaggi a vuoto. Il palleggio e le trame di gioco visti a tratti non bastano se non accompagnati dalla cattiveria agonistica nei duelli individuali.
Ad arricchire i temi della vigilia c’è poi il capitolo legati ai nuovi arrivi chiusi nell’ultima finestra di calciomercato. Resta da capire quanto questi innesti siano stati concordati con l’allenatore e quanto si sposino istintivamente con le sue idee tattiche. Se da un lato Abate attende di capire chi ha già il minutaggio necessario per partire titolare, dall’altro il loro rapido inserimento sarà la chiave per dare alternative e profondità al gruppo.
Contro una Fiorentina ferita ma ricca di talento, al Toro servirà una prova di maturità, carattere e coesione. Un test fondamentale per dimostrare che le battute d’arresto sono servite da lezione e per iniziare a costruire con decisione la propria identità.
Sguardo lucido sui dettagli da correggere ed enfasi sul carattere: ecco le parole con cui Ignazio Abate proietta il Torino verso la sfida del Franchi. “Credo che la Fiorentina sia l’esempio lampante che quando crei un nuovo progetto si ha bisogno di tempo. Hanno fatto un mercato ambizioso, ma anche loro hanno bisogno di tempo per trovare l’amalgama giusta. Anche noi siamo nella loro situazione. Anche noi siamo a zero punti e vogliamo fare nostra la partita”. La preparazione: “In questi due giorni non abbiamo avuto tanto modo di lavorare sul campo. Abbiamo fatto sedute video di squadra e individuali. I ragazzi hanno avuto un approccio positivo. I nuovi hanno portato entusiasmo”. Sull’arrivo di Mandragora: “Nell’assetto non cambia tanto, aumentiamo di qualità in mezzo al campo. Mandragora è un leader, uno dei capitani. Un acquisto importante per noi”. Rodriguez invec non è ancora pronto: “Lo conosco benissimo. E’ un ragazzo dai valori morali molto alti. E’ un grande calciatore. Si è allenato tutti i giorni, ma allenarsi con la squadra è diverso. Avrà bisogno di una settimana dieci giorni per mettersi al passo con i compagni”. Poi, a proposito della rosa ha continuato: “Ho tanti giocatori che possono coprire tante zone. Dietro ho un mancino di piede naturale, ma altri possono ricoprire quel ruolo. Sceglierò di volta in volta la formazione migliore secondo l’avversario”.
