di Umberto Zollo | Trasquera (VB) – Guardia di Finanza e ADM scoprono su un’auto proveniente dalla Svizzera gioielli e orologi non dichiarati per quasi 2 milioni. La proprietaria versa quasi 600mila euro tra diritti, interessi e sanzioni.
Un’automobile di lusso proveniente dalla Svizzera, una borsa con gioielli e orologi di alta gamma e nessuna dichiarazione doganale. È quanto hanno scoperto i militari della Guardia di Finanza e i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante un controllo al valico stradale di Iselle di Trasquera, nel Verbano-Cusio-Ossola.



L’accertamento è scattato durante un turno di vigilanza doganale svolto dai finanzieri della Tenenza di Iselle. L’auto, in ingresso in Italia dalla Svizzera, è stata sottoposta a visita e, durante l’ispezione, gli operatori hanno trovato all’interno di una borsa numerosi preziosi e orologi appartenenti a noti marchi del lusso.
I beni, secondo quanto riportato nella nota congiunta, erano privi della preventiva dichiarazione doganale. Dopo il ritrovamento sono stati consegnati ai funzionari ADM presenti al valico e sottoposti a sequestro amministrativo nell’ipotesi di contrabbando.
La verifica non si è fermata alla frontiera. I preziosi sono stati trasferiti sotto scorta della Guardia di Finanza a Torino, dove il Laboratorio chimico dell’Agenzia delle Dogane li ha sottoposti a perizia per determinarne caratteristiche e valore commerciale.



Gli accertamenti hanno quantificato il valore complessivo in quasi due milioni di euro. Su questa base, i dazi doganali e l’Iva che sarebbero stati sottratti al pagamento sono stati calcolati in circa 500mila euro, facendo scattare la contestazione prevista per il contrabbando.
La vicenda si è poi conclusa, sul piano economico, con un versamento particolarmente rilevante. La proprietaria dei beni, per estinguere la violazione e poter rientrare in possesso dei preziosi, ha pagato all’Erario in un’unica soluzione quanto dovuto per diritti, interessi e sanzioni.

L’importo complessivo ha sfiorato i 600mila euro.
L’intervento rientra nell’attività congiunta svolta da Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli lungo i valichi del confine italo-svizzero. Nel Verbano-Cusio-Ossola, la presenza di collegamenti stradali e ferroviari con la Confederazione rende il controllo delle merci e dei valori in transito uno dei settori centrali dell’attività doganale.

La collaborazione tra i due organismi è disciplinata anche da un Protocollo d’Intesa finalizzato al coordinamento delle attività di controllo e alla tutela delle entrate nazionali e dell’Unione europea.
