PIETRACATELLA – La notizia è stata confermata ufficialmente dall’avvocato Vittorino Facciolla, legale di Gianni Di Vita. Al centro dell’accertamento c’è lo smartphone di Alice Di Vita, sorella di Sara e figlia di Antonella. L’esame, definito tecnicamente “irripetibile”, servirà a cristallizzare prove che potrebbero risultare determinanti per chiarire le responsabilità della tragedia.
Il cellulare come “scatola nera” della tragedia
Il telefonino della ragazza è stato acquisito nell’ambito del primo filone d’inchiesta, quello che vede attualmente indagati cinque medici con l’accusa di omicidio colposo. In questo specifico procedimento, Alice Di Vita figura come parte offesa.
Durante le analisi di martedì, gli esperti informatici, alla presenza dei legali di parte, passeranno al setaccio:
- Messaggistica: Conversazioni WhatsApp e SMS scambiati nei giorni critici.
- Tabulati: Registro delle telefonate in entrata e in uscita.
- Cronologia Web: Ricerche effettuate su Internet e accessi ai social network.
Il ruolo di Alice Di Vita
L’avvocato Facciolla ha tenuto a precisare che la consegna del dispositivo è avvenuta in modo totalmente spontaneo:
“Alice ha consegnato il suo telefono volontariamente e senza alcun problema. Durante la fase del ricovero della madre e della sorella, lei era il punto di collegamento costante tra i familiari e il personale sanitario. È probabile che gli inquirenti vogliano acquisire ogni informazione utile per ricostruire la tempistica dei soccorsi e le comunicazioni intercorse con i medici”.
Perché l’accertamento è “irripetibile”?
La scelta di questa procedura legale garantisce che i dati estratti abbiano valore di prova piena in un eventuale processo. Una volta eseguita la copia forense del contenuto, le informazioni non potranno più essere contestate per vizi di forma.
L’obiettivo degli inquirenti è duplice: da un lato verificare se vi siano state negligenze mediche nella gestione dell’emergenza (confrontando quanto riferito dai sanitari con le chat della ragazza), dall’altro escludere o confermare altri scenari legati all’origine stessa dell’avvelenamento. Pietracatella attende con il fiato sospeso l’esito di martedì, sperando che i dati digitali possano finalmente dare un nome e un perché a questa doppia, terribile perdita.
