di Umberto Zollo
Torino si è svegliata con l’eco delle sirene nel quartiere sud, al confine con Nichelino. Erano le quattro passate da poco quando un incendio, improvviso e violento, ha iniziato a risalire la facciata di un condominio di dieci piani in via Artom.

Le fiamme hanno trovato terreno fertile nel rivestimento esterno dell’edificio: il “cappotto” termico è stato letteralmente mangiato dal fuoco, sprigionando calore e fumo che hanno tenuto i residenti con il fiato sospeso per ore.
La macchina dei soccorsi si è attivata immediatamente. Sul posto sono piombate sei squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da due autoscale. I pompieri hanno lavorato senza sosta per oltre tre ore, ingaggiando una vera e propria battaglia contro il tempo per evitare che il rogo riuscisse a bucare la parete esterna e a invadere gli appartamenti.
Solo intorno alle sette del mattino, dopo un intervento lungo e faticoso, la situazione è tornata sotto controllo. Una volta domate le fiamme, le squadre hanno proceduto con la bonifica e i controlli strutturali per garantire che lo stabile fosse ancora agibile.
Nonostante la spettacolarità dell’incendio e la densa coltre di fumo, il bilancio è, fortunatamente, solo materiale. Nessun residente è rimasto ferito o intossicato: un esito non scontato vista l’ora e la rapidità con cui il fuoco ha risalito i dieci piani del palazzo.
Cosa abbia innescato la prima scintilla resta, per ora, un mistero. Gli accertamenti sono partiti subito dopo la messa in sicurezza dell’area: i tecnici dei Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine stanno setacciando i resti del rivestimento per capire se si sia trattato di un corto circuito, di un incidente o di un atto doloso.
