Mentre il mondo punta sull’elettrico, ad Aguacate si viaggia grazie alla combustione solida. Una vecchia Fiat 126 “Maluch” trasformata in una piccola locomotiva stradale per necessità.
AGUACATE (CUBA) – Juan Carlos Pino non è un ingegnere della Tesla, ma nel suo villaggio è considerato un genio della sopravvivenza. Di fronte ai prezzi esorbitanti della benzina e alle file interminabili ai distributori che paralizzano l’isola caraibica, Juan Carlos ha deciso che la sua fedele “Maluch” (la versione polacca della storica Fiat 126, diffusissima a Cuba) non sarebbe rimasta in garage a prendere polvere.
Il sistema: un gassificatore artigianale
L’invenzione di Pino non brucia carbone direttamente nel motore, ma utilizza un principio fisico noto fin dai tempi della Seconda Guerra Mondiale: il gassificatore a legna o carbone.
- Il serbatoio: Sul retro dell’auto è stato installato un cilindro metallico, una sorta di caldaia artigianale.
- Il processo: All’interno, il carbone brucia in carenza di ossigeno, producendo un gas povero (monossido di carbonio e idrogeno).
- L’alimentazione: Questo gas, opportunamente filtrato e raffreddato attraverso una serie di tubi che corrono lungo la carrozzeria, viene convogliato direttamente nel carburatore del motore bicilindrico, permettendone l’accensione e il movimento.
Prestazioni e costi
Certo, non aspettatevi riprese da Formula 1. La “Maluch” a carbone ha una velocità massima ridotta e richiede una manutenzione costante per pulire i filtri dalla fuliggine. Tuttavia, i vantaggi per Juan Carlos sono innegabili:
- Autonomia: Con pochi chili di carbone vegetale, prodotto localmente, può percorrere decine di chilometri.
- Costo zero: Il carburante è reperibile ovunque nelle campagne cubane, a differenza della benzina governativa.
- Resilienza: Il sistema è interamente meccanico, riparabile con pochi attrezzi e materiali di recupero.
L’auto “Steampunk” di Aguacate
Vedere la vettura di Pino attraversare le strade di Aguacate è un’esperienza surreale. Tra tubi a vista, fumo iniziale e l’odore acre della combustione, l’auto sembra un reperto di un’epoca mai esistita. Ma per gli abitanti del luogo, è la prova tangibile che l’ingegno cubano non si ferma davanti a nessun embargo o crisi energetica.
La storia di Juan Carlos Pino è l’emblema di una Cuba che non si arrende. In un’isola dove le auto americane degli anni ’50 corrono ancora grazie a motori diesel adattati, la 126 a carbone rappresenta l’ultima frontiera del riciclo creativo. Un ritorno al passato che, paradossalmente, garantisce a Juan Carlos la libertà di muoversi verso il futuro.
