Milano-Sanremo 2026, Pogacar rompe il tabù: cade, rimonta e conquista via Roma

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di Umberto Zollo

La Milano-Sanremo 2026 parla finalmente la lingua di Tadej Pogacar. Lo sloveno della UAE Team Emirates XRG ha vinto la 117ª edizione della Classicissima, disputata sui 298 chilometri da Pavia a Sanremo, al termine di una corsa che sembrava compromessa dopo una caduta nel momento più delicato, a ridosso della Cipressa, e che invece si è trasformata in una delle sue imprese più significative.

Il successo maturato su via Roma non è stato soltanto una vittoria di prestigio, ma anche la risposta a una corsa che negli anni aveva spesso respinto i suoi tentativi. Questa volta Pogacar ha unito resistenza, recupero e lucidità, riuscendo a rientrare dopo l’incidente, a riaprire la corsa sulle rampe decisive e infine a imporsi allo sprint su Thomas Pidcock, con Wout Van Aert terzo al traguardo.

Per lunghi tratti, la Sanremo aveva seguito il suo copione tradizionale. Dopo appena due chilometri si era formata una fuga di nove uomini, tra cui Martin Marcellusi, Manuele Tarozzi, Lorenzo Milesi e Dario Igor Belletta, con il gruppo disposto a concedere margine senza però perdere il controllo della situazione. Il vantaggio dei battistrada è rimasto gestibile, mentre alle loro spalle le squadre dei favoriti hanno amministrato le energie in vista del finale.

La corsa ha cambiato volto nel tratto che precede la Cipressa, quando una caduta ha coinvolto diversi uomini attesi, compreso lo stesso Pogacar. In quel frangente il campione del mondo ha rischiato di vedere svanire la sua occasione più grande nella corsa che più di ogni altra gli era rimasta indigesta. Invece, proprio nel momento di maggiore difficoltà, è arrivata la svolta: rientro rapidissimo, sostegno dei compagni e immediato ritorno nelle prime posizioni del gruppo.

Da lì in avanti la Sanremo ha assunto i contorni della gara totale. Pogacar ha imposto selezione sulla Cipressa, facendo esplodere il gruppo e portando con sé soltanto due corridori di primissimo piano: Mathieu van der Poel e Thomas Pidcock. Il tratto tra la Cipressa e il Poggio ha acceso definitivamente la corsa, con il terzetto davanti e gli inseguitori costretti a uno sforzo continuo per non perdere contatto.

Sul Poggio, dove spesso la Milano-Sanremo si decide più per dettagli che per distacchi larghi, Pogacar ha nuovamente forzato. Van der Poel, tra i grandi protagonisti della vigilia e anch’egli condizionato dalla caduta, ha perso terreno nel momento chiave. A restare incollato alla ruota dello sloveno è stato soltanto Pidcock, bicampione olimpico della mountain bike e interprete perfetto di un finale fatto di rilanci, tecnica e sangue freddo.

Gli ultimi chilometri hanno offerto il volto più autentico della Classicissima: una corsa che può restare compressa per oltre sei ore e poi concentrarsi in una manciata di minuti. Alle spalle dei due uomini al comando è rientrato forte Wout Van Aert, capace di rilanciare l’azione da finisseur e di tornare in scia nel tratto conclusivo, senza però riuscire a inserirsi nella lotta per la vittoria. In via Roma è così andato in scena uno sprint a ranghi ridotti, con Pogacar che ha anticipato Pidcock e ha resistito al ritorno del britannico per una manciata di centimetri.

Dopo l’arrivo, il vincitore ha spiegato così il significato del suo successo: “Quando sono caduto, per un secondo ho pensato che fosse tutto finito. È successo poco prima della parte più importante della corsa. Per fortuna sono risalito subito in bici. I miei compagni di squadra Florian [Vermeersch] e Felix [Grossschartner] hanno dato tutto per riportarmi davanti. Mi hanno dato speranza. Senza squadra, sarei andato dritto a Sanremo a guardare l’arrivo. Prima del Poggio c’era un po’ di vento contrario. Non era una situazione ideale come l’anno scorso. Avevo timore di Tom Pidcock, sappiamo tutti che è esplosivo e veloce. Non potevo aspettare troppo, quindi ho lanciato presto lo sprint, ma tanto di cappello anche a lui, ha fatto una gara straordinaria”.

Per il ciclismo italiano resta una giornata con piazzamenti significativi ma senza podio. Filippo Ganna ha perso contatto nel momento decisivo, mentre a tenere alta la bandiera azzurra sono stati soprattutto Andrea Vendrame, sesto, Matteo Trentin, nono, ed Edoardo Zambanini, decimo. Segnali utili in una corsa che, ancora una volta, ha premiato la capacità di restare dentro gli eventi nel momento in cui la gara si è incendiata.

La vittoria di Pogacar chiude così uno dei capitoli più inseguiti della sua carriera. La Milano-Sanremo, Monumento imprevedibile per definizione, gli consegna finalmente il traguardo che gli mancava e rilancia la sua ambizione anche sulle prossime grandi classiche di primavera. Perché se la Sanremo è la corsa dell’attesa e dell’istinto, il campione del mondo ha dimostrato di saperla vincere anche nel giorno più complicato: quello della caduta, della rimonta e della freddezza finale.

Ordine d’arrivo

  1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) – 298 km in 6h35’49”
  2. Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) – s.t.
  3. Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike) – a 4″
  4. Mads Pedersen (Lidl-Trek) – a 4″
  5. Corbin Strong (NSN Cycling Team) – a 4″

@foto comunicato stampa rcs