Accise tagliate, ma il pieno resta un lusso: perché i prezzi alla pompa non scendono?

Condividi

Il decreto è attivo dal 19 marzo, ma la riduzione di 25 centesimi si scontra con la “resistenza” dei prezzi. Codacons e Mister Prezzi monitorano le speculazioni: risparmio teorico di 12 euro a pieno, ma nella realtà il calo è una piuma.

ROMA – La teoria era chiara: abbassare la pressione fiscale per dare ossigeno a famiglie e imprese travolte dal caro-energia. La pratica, però, racconta una storia diversa. Nelle prime 48 ore dall’entrata in vigore del decreto-legge 18 marzo 2026 n. 33, che riduce le accise su benzina, diesel e GPL per un periodo (iniziale) di 20 giorni, molti automobilisti hanno trovato amare sorprese ai distributori.

I numeri del paradosso

Secondo le rilevazioni del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self-service si attestava il 18 marzo (pre-taglio) a 2,10 euro al litro. Con lo sconto di legge, il prezzo dovrebbe crollare stabilmente sotto quota 1,85 euro. Eppure:

  • In molti impianti il diesel continua a oscillare sopra i 2,15 euro.
  • La benzina, in diverse aree della Capitale e del Nord, fatica a scendere sotto la soglia di 1,87 euro.
  • Il risparmio stimato di 12,20 euro su un pieno da 50 litri spesso si riduce a pochi spiccioli.

Speculazione o logistica? Il nodo delle scorte

Perché i prezzi non calano immediatamente? I gestori dei distributori si difendono puntando il dito contro le scorte acquistate a prezzo pieno.

“Abbiamo le cisterne piene di carburante pagato con le vecchie accise — spiegano dalle associazioni di categoria — Non possiamo vendere sottocosto senza rischiare il fallimento”.

Tuttavia, il sospetto di speculazione è forte. Il fenomeno è il solito: quando il petrolio sale, i prezzi alla pompa reagiscono con la velocità di un razzo; quando scendono o interviene lo Stato, la discesa assomiglia a quella di una piuma in una giornata senza vento.

Controlli a tappeto: Mister Prezzi e Guardia di Finanza

Per arginare il fenomeno, il Governo ha attivato il Garante per la sorveglianza dei prezzi (Mister Prezzi) che, in collaborazione con la Guardia di Finanza, sta incrociando i dati comunicati dai distributori. Il Codacons ha già depositato esposti in diverse procure per truffa e manovre speculative su merci.


Lo scenario attuale (Marzo 2026)

CarburantePrezzo 18/03 (Pre-Taglio)Prezzo Teorico (Post-Taglio)Prezzo Rilevato (20/03)
Benzina2,105 €/l1,855 €/l1,869 €/l
Diesel2,236 €/l (Servito)1,986 €/l2,105 €/l (Self)
GPL0,713 €/l0,593 €/l0,706 €/l


Un intervento “effimero”?

La critica principale riguarda la durata dell’intervento: solo 20 giorni (fino al 7 aprile). Senza una riforma strutturale del settore e un calo dei prezzi industriali, il rischio è che questo sconto venga riassorbito dalle dinamiche di mercato internazionali prima ancora che gli italiani riescano a goderne davvero.