Denuncia shock del Codacons: sulla Milano-Brescia diesel a 2,65 euro. Assoutenti calcola il risparmio con un intervento del Governo: “Tagliando 10 centesimi, ogni automobilista risparmierebbe 146 euro l’anno”.
ROMA – La soglia psicologica è stata ampiamente superata. Secondo il monitoraggio del Codacons sui dati del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), viaggiare sulle autostrade italiane è diventato un lusso insostenibile. In diversi impianti della rete, il gasolio in modalità servito viene venduto a cifre esorbitanti: il record negativo spetta alla A4 Milano-Brescia, dove si sono toccati i 2,654 euro al litro.
La mappa dei rincari
Non si tratta di casi isolati. La stangata è diffusa lungo le principali direttrici del Paese:
- A21 Torino-Piacenza: Diesel a 2,639 euro/litro.
- A8/A26 (Diramazione): 2,614 euro/litro.
- A13 Bologna-Padova: 2,609 euro/litro.
Anche al di fuori della rete autostradale la situazione è critica. Il diesel in modalità self-service ha superato i 2 euro al litro in quasi tutta Italia. Le punte più alte si registrano a Bolzano (2,040 euro), seguita da Calabria, Sicilia e Valle d’Aosta. Solo Umbria e Marche resistono, per ora, sotto la soglia dei due euro.
Il calcolo di Assoutenti: quanto pesano le accise?
Di fronte a questa escalation, Assoutenti ha elaborato tre possibili scenari legati a un eventuale intervento del Consiglio dei Ministri sulle accise mobili. Il risparmio per le famiglie varierebbe drasticamente a seconda della “coraggiosità” del provvedimento:
| Ipotesi Taglio Accise | Risparmio su un pieno (50L) | Risparmio annuo per auto |
| -2,5 centesimi | 1,5 euro | 36,6 euro |
| -5 centesimi | 3 euro | 73,2 euro |
| -10 centesimi | 6,1 euro | 146 euro |
L’effetto a catena sull’inflazione
Il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, sottolinea che il beneficio non sarebbe solo diretto alla pompa. Poiché l’85% delle merci in Italia viaggia su gomma, un taglio delle accise avrebbe un effetto “contenitivo” sui prezzi al dettaglio. Una riduzione dell’inflazione alimentare anche solo dello 0,5% permetterebbe alle famiglie italiane di evitare una stangata indiretta da circa 830 milioni di euro l’anno su cibo e bevande.
“Intervenire oggi stesso”
La richiesta dei consumatori al Governo è perentoria: attivare lo strumento delle accise mobili con una riduzione di almeno 15 centesimi. Secondo il Codacons, l’attuale inerzia rischia di deprimere i consumi e innescare una spirale recessiva paragonabile a quella del periodo pandemico. “Con la guerra le compagnie speculano, lo Stato non può restare a guardare”, è il commento amaro che accomuna migliaia di automobilisti in coda ai distributori.
