Un filmato dell’agenzia Mehr mostra un Tomahawk colpire la base adiacente all’istituto. Sebbene Trump accusi Teheran, fonti del Pentagono ammettono: “Probabile errore dovuto a intelligence obsoleta”. 175 le vittime totali.
MINAB (IRAN) – La pubblicazione di un video inedito da parte dell’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Mehr News Agency ha impresso una svolta drammatica al caso dell’attacco del 28 febbraio scorso. Le immagini mostrano chiaramente un missile da crociera — identificato da esperti indipendenti e testate come il New York Times e il Guardiancome un Tomahawk americano — colpire una base navale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).
Il punto dell’impatto si trova a poche centinaia di metri dalla scuola Shajareh Tayyiba. Secondo le ricostruzioni, l’onda d’urto e i detriti della serie di attacchi avrebbero investito in pieno l’istituto scolastico mentre le lezioni erano in corso, causando il crollo del tetto sopra le alunne (tra i 7 e i 12 anni) e i loro insegnanti.
Le dichiarazioni contrastanti: Trump contro Hegseth
Fino a poche ore fa, la linea della Casa Bianca era di totale diniego. A bordo dell’Air Force One, il presidente Donald Trump aveva risposto seccamente ai giornalisti: “In base a quello che ho visto, l’attacco è stato fatto dall’Iran. Sono molto imprecisi con le loro munizioni”.
Una versione sostenuta inizialmente anche dal Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha dichiarato: “Stiamo indagando, ma l’unica parte che prende di mira i civili è l’Iran”. Tuttavia, mentre il fronte politico manteneva la linea dura, i tecnici del Pentagono hanno iniziato a far trapelare una realtà diversa.
L’inchiesta USA: “Intelligence obsoleta”
Secondo fonti citate da CBS News, una valutazione preliminare degli Stati Uniti suggerisce che Washington sia “probabilmente” responsabile dell’attacco. Gli investigatori militari ritengono che la scuola non fosse un bersaglio intenzionale, ma che sia stata colpita per errore. La causa? L’utilizzo di dati di intelligence obsoleti (risalenti forse a prima del 2016) che classificavano l’intera area — inclusa quella che oggi è una scuola civile — come parte integrante dell’installazione militare iraniana.
Israele si chiama fuori: “Nessun raggio d’azione in zona”
A complicare la posizione americana arrivano anche le dichiarazioni da Tel Aviv. Fonti del governo israeliano hanno confermato che le proprie forze aeree non stavano operando nel settore meridionale dell’Iran (area di competenza USA) al momento del lancio del missile. Questo isolerebbe la responsabilità dell’attacco esclusivamente all’operato dell’esercito a stelle e strisce.
La portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha tentato di smorzare i toni: “L’indagine è ancora in corso. Al momento non ci sono conclusioni, ed è irresponsabile e falso per chiunque affermare il contrario”.
