di Umberto Zollo
Una gara aperta, nervosa, spettacolare, decisa soltanto negli ultimi metri nella cornice unica di Piazza del Campo. La dodicesima edizione della Strade Bianche Women Elite Crédit Agricole ha premiato Elise Chabbey, capace di conquistare il successo al termine di 133 chilometri intensi e selettivi, precedendo Katarzyna Niewiadoma e la compagna di squadra Franziska Koch. Ai piedi del podio Elisa Longo Borghini, quarta dopo essere stata tra le atlete più attive nel cuore della corsa.
La notizia principale è tutta nel nome della vincitrice, ma il peso del risultato va oltre il semplice ordine d’arrivo. Quella di Chabbey è infatti una vittoria costruita dentro una giornata in cui gli equilibri sono cambiati più volte, tra attacchi, cadute, problemi meccanici e una selezione costante sui settori di sterrato che hanno dato ancora una volta alla classica toscana il volto di una corsa dura e imprevedibile.
La prova femminile, lunga 133 chilometri e arricchita da 11 settori di sterrato, è entrata davvero nel vivo dopo circa sessanta chilometri, quando sul tratto di San Martino in Grania, il più lungo della giornata con i suoi 9,4 chilometri, la FDJ United-SUEZ ha alzato il ritmo. Da lì la corsa si è spezzata e davanti si è formato un gruppo ristretto con molte delle atlete più attese, tra cui Demi Vollering, Elise Chabbey, Kasia Niewiadoma, Lotte Kopecky, Pauline Ferrand-Prévot, Marianne Vos ed Elisa Longo Borghini.
La giornata sembrava inizialmente apparecchiata proprio per Demi Vollering, indicata alla vigilia come la donna da battere. Ma la corsa ha preso una direzione diversa quando la campionessa europea ha perso contatto in seguito a un problema meccanico nel primo passaggio alle Tolfe. Da quel momento la squadra francese ha dovuto cambiare assetto e strategie, trovando in Chabbey la carta giusta al momento giusto. L’elvetica si è fatta trovare pronta, ha saputo resistere nei momenti più duri e ha sfruttato al meglio anche la superiorità numerica del proprio team nel finale.
Nel frattempo davanti si è sviluppata una gara di continua selezione. Longo Borghini è stata tra le più intraprendenti, cercando più volte di fare la differenza nei tratti di sterrato e sulle rampe più impegnative. In particolare, insieme a Chabbey era riuscita anche a guadagnare margine sulle rivali, senza però trovare un’intesa sufficiente per trasformare l’azione in un allungo decisivo. Alle loro spalle, Niewiadoma e Koch hanno controllato, mentre la situazione tattica è rimasta fluida fino agli ultimi chilometri.
A rendere ancora più caotico il finale ha contribuito anche un episodio insolito: a circa 32 chilometri dall’arrivo, una moto dell’assistenza neutra ha sbagliato strada e alcune inseguitrici l’hanno seguita, perdendo ulteriore terreno in una fase già delicatissima della gara. Un passaggio che ha inciso sull’andamento dell’inseguimento e che ha contribuito a cristallizzare la corsa attorno al gruppo di testa.
Nel tratto conclusivo, tra la fatica accumulata sugli sterrati senesi e la tensione dell’ingresso nel centro storico, la corsa si è trasformata in una sfida di nervi e lucidità. Sulle pietre, sulle curve strette e poi sullo strappo che porta verso il cuore di Siena, Chabbey ha trovato il guizzo migliore, riuscendo a imporsi in uno sprint ristretto davanti a Niewiadoma e Koch. Un finale di forza, ma anche di lettura tattica, in cui la svizzera ha capitalizzato una giornata corsa sempre al limite.
Pochi secondi dopo il traguardo, la vincitrice ha raccontato tutta la portata del successo: “Questa vittoria porta con sé così tante emozioni che è difficile rendersi conto di ciò che ho ottenuto. Solo quando sarò in ritiro in altura dopo questa gara riuscirò davvero a realizzarlo. È semplicemente incredibile. La Strade Bianche è una delle mie corse preferite. Mi piacciono davvero molto. Oggi avevamo messo insieme una squadra fortissima, inizialmente per Demi [Vollering], ma ha avuto qualche problema e alla fine è toccato a me. Ero già stata nella fuga in precedenza, quindi avevo speso un po’ di energie. Sono stata al limite tantissime volte. Ma volevo vincere per Demi e per tutte le mie compagne di squadra. Davanti c’erano tantissime grandi atlete, non solo Elisa [Longo Borghini] e io: c’erano tutte le più forti. Abbiamo lavorato unite. Demi sarà felice come quanto lo sono io quando vince lei”.
Per la Svizzera si tratta di un successo di rilievo in una delle classiche più affascinanti del calendario femminile, una corsa che unisce polvere, fatica e prestigio in un equilibrio ormai riconoscibile. Per la FDJ United-SUEZ è invece la conferma di una squadra capace di reagire agli imprevisti e di trasformare una giornata nata sotto il segno di un’altra leader in una vittoria pesante. La Strade Bianche Women 2026 lascia così in eredità un verdetto inatteso ma tutt’altro che casuale: sulle strade bianche di Siena, a vincere è stata l’atleta che ha saputo leggere meglio il caos.
ORDINE DI ARRIVO
- Chabbey Elise FDJ United-SUEZ 500 03:35:42
- Niewiadoma-Phinney Katarzyna CANYON//SRAM zondacrypto + 00
- Koch Franziska FDJ United-SUEZ 325 + 00
- Longo Borghini Elisa UAE Team ADQ 275 + 03
- Vallieres Magdeleine EF Education-Oatly + 06
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