di Umberto Zollo
Laigueglia è quel tipo di corsa che non perdona: pochi errori, tanti scatti, e un giudice severo sempre nello stesso punto, Colla Micheri. Nel Trofeo Laigueglia 2026 la sentenza arriva all’ultimo passaggio, quando Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) mette giù una frustata secca, cambia ritmo e si porta via la classica con un arrivo in solitaria. Dietro, il podio si completa in volata: Romain Grégoire (Groupama-FDJ) brucia Antonio Tiberi (Bahrain Victorious), terzo ma ancora una volta dentro la foto che conta.

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La corsa si era apparecchiata presto con una fuga numerosa: dieci uomini avanti dopo pochi chilometri, vantaggio che tocca circa 6’30”. Un gruppo attento, e inevitabilmente nervoso, perché qui il vento e le curve non concedono pause – lascia sfogare i battistrada ma tiene il filo della situazione, con XDS Astana spesso a fare da metronomo.
Il primo vero spartiacque, però, non è il cronometro: è l’istinto. Louis Vervaeke (Soudal Quick-Step) decide di cambiare scenario e saluta la compagnia: azione lunga, da diesel di qualità, con oltre 90 km ancora da pedalare. Resiste, entra per primo nel circuito e prova a trasformare la fatica in opportunità. Ma Laigueglia raramente concede finali lineari.
Quando il gruppo affronta il primo passaggio su Colla Micheri, la Bahrain Victorious apre il gas e fa ciò che una squadra ambiziosa deve fare qui: accendere la corsa prima che lo facciano gli altri. Tiberi si muove, Buitrago lo accompagna, e con loro si incollano Grégoire e Quinten Hermans.
Il rientro su Vervaeke arriva nel cuore del circuito. A quel punto la corsa diventa un gioco di nervi: dietro la reazione di UAE, XDS Astana e Jayco AlUla è tardiva, davanti invece ogni rilancio pesa come un colpo di martello. Hermans paga, il terzetto si isola. E sull’ultimo passaggio di Colla Micheri Buitrago fa la cosa più semplice e più difficile: stacca tutti. Un’accelerazione pulita, senza fronzoli, da corridore che quel giorno ha un rapporto diverso con la pendenza.
Grégoire prova a limitare, Tiberi gestisce con intelligenza la situazione e poi rientra sul francese, ma il leader davanti ha già preso lo spazio necessario. Buitrago scollina con margine, lo difende nelle curve e va a prendersi Laigueglia, diventando il secondo colombiano a vincere qui dopo José Serpa (2014). Alle sue spalle, Grégoire ha lo spunto per trasformare la lotta per il secondo posto in un risultato pieno, superando Tiberi allo sprint.

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Per l’Italia, oltre al podio, c’è una conferma collettiva: Diego Ulissi chiude quarto, poi Andrea Vendrame quinto, con una presenza azzurra costante nelle fasi calde e una top 10 che racconta di una giornata da classica, corsa sempre davanti, senza aspettare che la corsa arrivi addosso.

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Laigueglia, ancora una volta, non premia chi aspetta: premia chi interpreta. E in questa edizione l’interpretazione migliore è stata la più netta: un attacco solo, nel momento giusto, e la corsa che si chiude come spesso accade qui, con il mare sullo sfondo e un vincitore già lontano.
Ordine d’arrivo:
- Santiago Buitrago (Bahrain Victorious) 4h38’50”
- Romain Grégoire (Groupama-FDJ) +25″
- Antonio Tiberi (Bahrain Victorious) s.t.
- Diego Ulissi (XDS Astana Team) +40″
- Andrea Vendrame (Team Jayco AlUla) +44″
