Una rissa tra gruppi rivali si trasforma in una protesta generalizzata all’interno dell’istituto minorile di Milano. Lancio di oggetti e roghi di suppellettili prima dell’intervento della Polizia Penitenziaria.
MILANO – Una scintilla scoccata tra le celle e poi il caos. Il carcere minorile Cesare Beccaria è stato teatro, nelle ultime ore, di una violenta escalation di tensioni nata da una lite tra gruppi di giovani detenuti appartenenti a sezioni diverse. Quello che era iniziato come uno scontro fisico tra fazioni si è rapidamente trasformato in una protesta che ha coinvolto l’intera struttura, richiedendo un massiccio dispiegamento di forze dell’ordine.
La dinamica: dalla rissa alle fiamme
Secondo le prime ricostruzioni, tutto è partito da un’aggressione reciproca tra alcuni ragazzi. La tensione si è propagata velocemente agli altri reparti, dando il via a una vera e propria rivolta. I detenuti hanno iniziato a lanciarsi oggetti di ogni tipo e hanno appiccato incendi di lieve entità, dando fuoco a materassi e suppellettili all’interno delle celle e dei corridoi, una pratica tristemente comune in situazioni di disordine carcerario per ostacolare l’intervento degli agenti.
Il dispositivo di sicurezza
L’allerta è scattata immediatamente, portando sul posto:
- GIO (Gruppo Intervento Operativo): Gli specialisti della Polizia Penitenziaria sono intervenuti per gestire le criticità interne.
- Vigili del Fuoco: Presenti in via preventiva per domare i focolai e monitorare il fumo sprigionato dagli arredi bruciati.
- Forze di Polizia e Carabinieri: Hanno circondato il perimetro esterno del penitenziario per prevenire qualsiasi tentativo di fuga.
Nonostante il clima di forte agitazione, la direzione del carcere ha confermato che non sono state registrate evasioni e che il perimetro è rimasto sempre in sicurezza.
Il ritorno alla normalità
Dopo ore di trattative e interventi mirati, la situazione è stata ricondotta alla normalità grazie all’azione del personale della Polizia Penitenziaria interno. Non si segnalano feriti gravi tra il personale o tra i detenuti, anche se i danni materiali ad alcune ali dell’istituto sono in corso di valutazione.
L’episodio riaccende il dibattito sulle condizioni di sovraffollamento e sulla cronica carenza di personale all’interno del Beccaria, già al centro di numerose inchieste e polemiche negli scorsi mesi. Resta da chiarire se la lite iniziale sia stata un pretesto per una protesta organizzata o un episodio isolato di violenza tra gang rivali.
