Crisi Iran: Farnesina Convoca Unità di Crisi per Italiani in Medio Oriente

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Roma, 1 marzo 2026 – La Farnesina ha convocato d’urgenza l’Unità di Crisi per monitorare la sicurezza dei connazionali in Medio Oriente, a poche ore dalla conferma della morte della Guida Suprema iraniana Ayatollah Ali Khamenei, uccisa in un attacco USA-Israele. L’annuncio giunge mentre le tensioni regionali rischiano di esplodere in rappresaglie.

Il Ministero degli Esteri italiano ha attivato il protocollo di emergenza, con la task force che sta raccogliendo dati su circa 5.000 italiani residenti o in viaggio in Iran, Israele, Libano e paesi vicini. “Stiamo seguendo la situazione con la massima attenzione”, ha dichiarato il portavoce della Farnesina, invitando i cittadini italiani a registrarsi sul portale “Dove Siamo nel Mondo” e a evitare spostamenti non essenziali.

L’Unità di Crisi, coordinata con ambasciate e consolati, valuta rischi di escalation come blocchi aerei, chiusure di spazi aerei e possibili attacchi a obiettivi occidentali. Voli da e per Teheran sono già sospesi, e l’Italia ha elevato al livello 3 (alto) l’allerta per i suoi cittadini nella regione.

Misure per i Connazionali

  • Registrazione immediata: Tutti gli italiani in zona devono aggiornare i loro dati sul sito Viaggiare Sicuri.
  • Contatti di emergenza: Numero verde 06-36251 attivo 24/7; ambasciata a Teheran raggiungibile via app.
  • Consigli pratici: Evitare folle, monitorare avvisi locali e prepararsi a evacuazioni rapide.

Il governo italiano segue anche gli sviluppi sulla successione a Khamenei, temendo instabilità che potrebbe coinvolgere proxy iraniani in Libano e Siria, dove vivono centinaia di italiani.

Reazioni dal Governo

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto una conference call con omologhi UE, spingendo per una posizione comune europea. “La priorità è proteggere i nostri cittadini”, ha sottolineato in un post su X. Intanto, la Protezione Civile prepara piani di rimpatrio via Giordania o Turchia.

La mossa della Farnesina riflette l’allarme globale post-attacco, con USA e Israele che rafforzano difese mentre l’Iran promette vendetta.