Caso Cinturrino, finalmente arriva il provvedimento: «Destituzione immediata, ha tradito il giuramento»

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Vittorio Pisani rompe gli indugi: avviato l’iter per espellere Carmelo Cinturrino dalla Polizia di Stato senza attendere il processo penale. «Chi uccide tradisce la Repubblica. L’azione disciplinare deve essere tempestiva per avere senso».

ROMA – Non ci sarà nessuna attesa garantista, nessun rinvio strategico. Per Carmelo Cinturrino, il poliziotto fermato con le accuse di violenza e omicidio, la carriera nella Polizia di Stato è già giunta al capolinea. Con una mossa d’autorità che scuote l’intero corpo, il Capo della Polizia, Vittorio Pisani, ha annunciato l’avvio immediato delle procedure per la destituzione.

Una decisione senza precedenti

In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il prefetto Pisani ha confermato di aver già impartito disposizioni al Questore di Milano per nominare il funzionario istruttore. La notizia sta nel tempismo: solitamente l’amministrazione attende almeno il rinvio a giudizio o una condanna di primo grado prima di procedere alla radiazione. In questo caso, si è deciso di procedere “al buio” rispetto all’esito parziale del processo penale.

«Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica», ha dichiarato Pisani con estrema fermezza. «L’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato».

La rottura con la prassi

Alla domanda del giornalista sulla scelta di non attendere i tempi della giustizia ordinaria, Pisani è stato netto. Sebbene il processo penale segua dinamiche garantiste necessarie ma lunghe, la gravità dei fatti attribuiti a Cinturrino ha reso il caso “abbastanza chiaro” per l’amministrazione della Pubblica Sicurezza.

L’obiettivo è lanciare un segnale inequivocabile sia all’opinione pubblica che agli altri 100mila agenti che prestano servizio quotidianamente: per chi si macchia di crimini violenti e tradisce la divisa, non c’è spazio per la difesa corporativa.

Il procedimento disciplinare

L’iter per la destituzione rappresenta la sanzione massima nell’ordinamento della Polizia. Comporta la perdita definitiva dello status di pubblico ufficiale e del posto di lavoro.

  • L’istruttoria: Verrà condotta dal funzionario nominato a Milano.
  • Le motivazioni: Non solo il reato in sé, ma la “grave lesione del prestigio dell’Istituzione” e l’incompatibilità assoluta con i doveri di ufficio.