18 misure cautelari per militanti antagonisti: contestati danneggiamenti e resistenze

di Umberto Zollo

Diciotto misure cautelari, tra arresti domiciliari, obblighi di presentazione e un divieto di dimora nel Comune di Torino, sono state eseguite dalla Polizia di Stato, al termine di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica. I provvedimenti, emessi dal GIP del Tribunale di Torino, riguardano 18 persone (11 uomini e 7 donne) indicate come militanti antagonisti e indagate, a vario titolo, per danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una parte centrale dell’inchiesta riguarda la manifestazione di sostegno alla Global Sumud Flotilla del 24 settembre 2025, quando circa 1.500 persone avrebbero sfilato dal centro cittadino fino alla stazione di Porta Susa. Qui, sempre in base alla ricostruzione, circa 700 manifestanti avrebbero forzato un accesso, occupando i binari per circa un’ora e venti minuti e determinando il blocco della circolazione ferroviaria.

Gli ulteriori episodi contestati si concentrano sulla giornata del 2 ottobre 2025. In mattinata, riferisce la nota, una trentina di attivisti avrebbe raggiunto in bicicletta l’aeroporto Sandro Pertini di Caselle, tagliando la recinzione perimetrale e accedendo al sedime aeroportuale: l’azione avrebbe comportato la sospensione dei voli per circa 30 minuti. In serata, nello stesso contesto temporale, un corteo partecipato, stimato in 10.000 persone, si sarebbe diretto verso le OGR, dove il giorno successivo era previsto un appuntamento legato a Italian Tech Week con ospiti internazionali. Qui, secondo l’accusa, alcuni manifestanti avrebbero scavalcato e aperto cancelli consentendo l’accesso a decine di persone, con danneggiamenti a arredi, monitor e vetrate, oltre a quattro autovetture. Nella fase di allontanamento, due operatori del Reparto Mobile sarebbero rimasti feriti con prognosi di 10 giorni, a seguito del lancio di un oggetto dall’alto.

Il giorno successivo, 3 ottobre 2025, la mobilitazione contro la kermesse avrebbe portato a un nuovo corteo di circa 1.300 attivisti nell’area perimetrale delle OGR. La nota descrive tentativi ripetuti di accesso, con lancio di pietre e oggetti contro le forze dell’ordine, seguiti dallo spostamento verso l’esterno dell’azienda Leonardo in corso Francia. In quell’area, si parla di un fitto lancio di bottiglie e pietre che avrebbe causato il ferimento di sei operatori con prognosi fino a 30 giorni e il danneggiamento di autovetture nel parcheggio aziendale.

Tra i fatti inseriti nel quadro investigativo figura anche l’irruzione alla Città Metropolitana di Torino del 14 novembre 2025, legata alla fase conclusiva del corteo per il NO MELONI DAY. In base alla ricostruzione, i manifestanti avrebbero tentato l’accesso attraverso una porta carraia verso il garage, con un’aggressione agli operatori del Reparto Mobile tramite calci, colpi di asta di bandiera e lanci di oggetti, tra cui sellini di bicicletta ed un estintore. Per quell’episodio viene ricordato l’arresto in flagranza differita di uno dei partecipanti.

L’ultimo episodio contestato risale al 28 novembre 2025 e riguarda l’irruzione nella sede del quotidiano “La Stampa”, a margine del corteo per lo sciopero generale. La nota parla di circa 80 manifestanti che avrebbero scavalcato i cancelli esterni, fatto ingresso nello stabile e provocato danneggiamenti (porte e una telecamera di videosorveglianza), oltre a scritte sui muri.

Le attività della Digos avrebbero portato alla denuncia di numerosi soggetti ritenuti presunti autori dei fatti e all’esecuzione di 21 perquisizioni domiciliari. Contestualmente alle misure, sarebbero state svolte altre tre perquisizioni, anche informatiche, con il supporto del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica.

Il procedimento, precisa la Questura, è nella fase delle indagini preliminari e tutte le persone coinvolte sono da considerarsi non colpevoli fino a sentenza definitiva. L’evoluzione dell’inchiesta e gli eventuali sviluppi giudiziari saranno chiariti nei prossimi passaggi davanti all’autorità competente.