Momenti di grande tensione nel pomeriggio di domenica al largo di Arenzano, dove un subacqueo impegnato in un’esplorazione sul relitto della superpetroliera Haven ha fatto perdere le proprie tracce, facendo temere il peggio. L’uomo, un turista straniero di circa 50 anni, faceva parte di un gruppo organizzato che stava visitando quello che è considerato il gigante dei fondali del Mediterraneo. L’allarme è scattato intorno alle 15:30, quando i compagni di immersione, non vedendolo riemergere nel punto d’incontro stabilito durante le tappe di decompressione, hanno attivato immediatamente il protocollo di emergenza chiamando la Guardia Costiera. La macchina dei soccorsi si è messa in moto con estrema rapidità, data la pericolosità e la profondità del sito, che richiede competenze tecniche elevate. Sul posto sono intervenuti i mezzi della Capitaneria di Porto e i sommozzatori dei Vigili del Fuoco, supportati dall’alto da un elicottero che ha sorvolato l’intero specchio d’acqua antistante la costa genovese nella speranza di individuare la sagoma del subacqueo. Per circa due ore si è temuto che l’uomo potesse aver avuto un malore o un problema tecnico alle alte profondità che caratterizzano la zona. Il sospiro di sollievo è arrivato solo nel tardo pomeriggio, quando il cinquantenne è stato avvistato mentre raggiungeva la riva in totale autonomia. Probabilmente trascinato lontano dalla barca d’appoggio a causa delle correnti, il sub ha scelto di pinneggiare verso terra invece di attendere il recupero in mare aperto. Una volta a riva, è stato subito preso in carico dai sanitari del 118.
Dopo i primi accertamenti clinici sul posto, i parametri vitali del sub sono risultati nella norma. Nonostante il forte stress fisico e l’evidente stanchezza, l’uomo non ha riportato conseguenze fisiche e non è stato necessario il trasporto in ospedale.
