Binari paralizzati, ordigni rudimentali e il sospetto di una regia internazionale. Il primo giorno delle Olimpiadi 2026 si è aperto con un attacco coordinato alla rete ferroviaria italiana che ricalca, in modo quasi speculare, quanto accaduto a Parigi nel 2024. Sebbene manchi ancora una rivendicazione ufficiale, gli indizi raccolti dagli inquirenti puntano con decisione verso la galassia anarchico-insurrezionalista.
La dinamica: ordigni e timer sui binari
L’attacco principale è avvenuto all’alba nel nodo ferroviario di Bologna. Gli autori del gesto hanno piazzato sulla linea dell’Alta Velocità due dispositivi artigianali ma tecnicamente studiati per massimizzare il danno d’immagine e il disagio logistico:
- Il meccanismo: Bottiglie contenenti liquido accelerante, collegate a barrette infiammabili e polvere pirica.
- L’innesco: Un timer programmato per permettere ai sabotatori di allontanarsi prima della deflagrazione.
Uno dei due ordigni è esploso regolarmente, danneggiando l’infrastruttura; il secondo, rimasto inesploso, rappresenta ora il fulcro delle indagini. La Polizia Scientifica è al lavoro per isolare impronte digitali o tracce di DNA che potrebbero fornire l’identità dei responsabili.
La pista del “Modello Parigi”
L’analogia con l’esordio dei Giochi parigini di due anni fa è troppo marcata per essere considerata una coincidenza. Gli inquirenti ipotizzano un’azione dimostrativa contro “il sistema”, orchestrata per colpire nel momento di massima visibilità globale. Sotto la lente della Procura sono finiti i collegamenti con le cellule francesi, sebbene non sia ancora chiaro se si tratti di un coordinamento diretto o di un’emulazione.
Il triangolo del sabotaggio: Bologna, Pesaro e Ancona
Il fascicolo dell’indagine si sta allargando rapidamente. Sabato scorso, a poche ore dai fatti di Bologna, un altro episodio sospetto ha colpito una centralina elettrica nel Pesarese. Lo scoppio ha dato il colpo di grazia alla circolazione, causando ritardi di ore e soppressioni a catena che hanno coinvolto migliaia di viaggiatori.
Le accuse: Gli inquirenti stanno formulando le ipotesi di reato di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti.
L’antiterrorismo di Ancona prenderà in carico anche il fascicolo di Pesaro, con la convinzione che dietro i tre episodi (i due di Bologna e quello marchigiano) ci sia un’unica regia criminale.
La linea dura del Ministero
Dal Ministero dei Trasporti arriva un segnale di massima fermezza. Oltre alla risposta penale, si profila una battaglia economica: “Quando i responsabili saranno individuati — spiegano fonti ministeriali — chiederemo risarcimenti per milioni di euro“. L’obiettivo è far ricadere sugli autori del sabotaggio l’enorme costo dei danni strutturali e dei rimborsi dovuti al blocco totale della mobilità nazionale.
